Giorgio Vasari

"Si può concludere che il disegno altro non sia che un'apparente espressione e dichiarazione di ciò che si ha nell'animo".

Nato ad Arezzo il 30 luglio 1511, fu un pittore manierista, architetto e storico dell'arte, ricordato e studiato soprattutto per il trattato Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, una serie di biografie, pubblicate nel 1550, dei più grandi artisti tra il Medioevo e il Rinascimento, il primo libro organico di storia dell'arte che ci è pervenuto. L'opera parte da Cimabue, passa da Giotto, Masaccio, Leonardo, fino ad arrivare a Raffaello e Michelangelo.

Il Vasari fu l'artista che più di tutti seppe rendere visibile, attraverso le sue opere e la sua cultura, il prestigio e il potere della dinastia medicea cinquecentesca, guidata dal duca Cosimo I a cui sono dedicate Le vite.

A Firenze realizzò una grande opera architettonica: il complesso degli Uffizi. L'edificio presenta una forma ad U e un aspetto allo stesso tempo elegante e severo, con il contrasto tra il grigio della pietra e il bianco dell'intonaco. Il portico, formato da colonne, presenta moltissime statue raffiguranti celebri artisti e letterati. Già all'epoca, un piano del palazzo fu destinato a raccogliere le ricchissime collezioni medicee e oggi con le opere di Sandro BotticelliRaffaello Sanzio, Michelangelo Buonarroti e Caravaggio è uno dei musei più visitati al mondo. 

A Pisa realizzò tra il 1562 e il 1564 il Palazzo della Carovana, uno degli edifici di Piazza dei Cavalieri.

Come pittore eseguì moltissime opere sebbene poche sono ricordate. Particolare è un dipinto del 1544 che raffigura sei poeti toscani. In primo piano Dante, nella sua consueta palandrana rossa, che mostra un libro al suo amico Guido Cavalcanti e sembra per un attimo ignorare l'altra figura principale dell'opera, Francesco Petrarca. Alle loro spalle Giovanni Boccaccio che prese il Sommo Poeta come modello di riferimento e fu amico del Petrarca. Sullo sfondo a sinistra vi sono altri due rimatori di cui non è sicura l'identità, ma dovrebbero essere quasi con certezza Cino da Pistoia e Guittone d'Arezzo.