Bastiano da Sangallo

Bastiano da Sangallo, detto Aristotile, fu un architetto e pittore fiorentino nato nel 1481, del quale conosciamo poco se non l'ampia biografia scritta dall'amico Giorgio Vasari, la principale fonte delle sue notizie.
Allievo di Pietro Perugino e poi di Michelangelo Buonarroti, fu legato da amicizia a Raffaello Sanzio. A livello di parentela era nipote di Antonio da Sangallo il Vecchio e di Giuliano da Sangallo, quest'ultimo tra gli architetti che lavorarono ai grandiosi progetti per i lavori della basilica di San Pietro, ed era cugino di Antonio da Sangallo il Giovane.
Maestro di prospettive, la cui tecnica imparò a Roma grazie a Bramante, Aristotile da Sangallo è stato un importante scenografo, protagonista del teatro rinascimentale. Allestì, per esempio, la messa in scena della Mandragola di Niccolò Machiavelli nel 1525, con la partecipazione di Andrea del Sarto, e l'anno successivo quella della Clizia.
Così Vasari: "Ma conoscendo Aristotile di non avere invenzione, e quanto la pittura richieggia studio e buon fondamento di disegno, e che per mancar di queste parti non poteva gran fatto divenire eccellente, si risolvé di volere che il suo esercizio fusse l’architettura e la prospettiva facendo scene da comedie a tutte l’occasioni che se gli porgessero, alle quali aveva molta inclinazione".

Qualche anno prima, nell'estate del 1508, fu chiamato da Michelangelo, insieme ad altri artisti fiorentini, per aiutarlo nei lavori alla volta della Cappella Sistina. Com'è noto, però, il Buonarroti decise di rinchiudersi nella completa solitudine per affrontare quell'impresa immane, probabilmente perché gli amici non conoscevano le mescole dei colori adatte al clima romano. Bastiano, che era il più giovane, avrebbe successivamente mantenuto comunque buoni rapporti con Michelangelo, del quale eseguì alcune copie del capolavoro della volta.
La sua copia michelangiolesca più celebre è però quella del cartone preparatorio per la Battaglia di Cascina, realizzato circa nel 1542, affresco che il Buonarroti avrebbe dovuto realizzare per la sala del Maggior Consiglio, oggi Salone dei Cinquecento, del Palazzo Vecchio di Firenze. La realizzazione dell'affresco non andò a buon fine, con Michelangelo che abbandonò il progetto chiamato a Roma da Giulio II. Il cartone, contemplato e studiato da vari artisti, venne preso e portato via a pezzi come una reliquia, sparendo in poco tempo, alimentandone il mito. Aristotile da Sangallo ci permette così ancora oggi di poter avere un'idea del grandioso lavoro che aveva in mente Michelangelo.

Bastiano copiò anche un dipinto di Raffaello, la Madonna del velo, o di Loreto, e seguì a Roma il cantiere di Palazzo Pandolfini su progetto del genio di Urbino.
Sebbene sia una delle figure meno note del Rinascimento, Bastiano da Sangallo è posto tra i protagonisti di uno dei capolavori universali dell'arte, la bellissima Scuola di Atene di Raffaello Sanzio.

Al centro della straordinaria prospettiva si ergono Platone e Aristotele, i due massimi filosofi dell'antichità. Platone è Leonardo da Vinci, il maestro di Raffaello, che tiene in mano il Timeo e solleva il dito verso l'alto ad indicare il cielo, il Bene; vicino a lui Aristotele, il quale regge il libro dell'Etica e tende la mano verso la terra. Proprio il volto di Aristotele sembra essere quello di Bastiano da Sangallo, amico di Raffaello. Oltre al legame di amicizia si può ipotizzare che il Sanzio si sia fatto aiutare o almeno consigliare da uno specialista nelle prospettive. Ecco dunque che il ricordo di Aristotile da Sangallo, grazie all'omaggio di Raffaello, diviene eterno nella storia dell'arte, per sempre a fianco di Leonardo.

Scrisse Vasari:"Parlando egli con gravità, adagio e sentenziosamente, gli fu da una schiera di virtuosi artefici posto il sopranome d'Aristotile, il quale gli stette anco tanto meglio, quanto pareva che secondo un antico ritratto di quel grandissimo filosofo e secretario della natura, egli molto il somigliasse".

Probabilmente chiamato da Michelangelo intorno al 1547 come collaboratore nella sistemazione del Campidoglio, Aristotile, ormai stabile a Firenze dove era impegnato in vari progetti, si spense pochi anni dopo, il 31 maggio 1551.