Iacopo Sansovino

Ritratto di Iacopo Sansovino - Tintoretto - 1566 circa - Firenze, Galleria degli Uffizi

Iacopo Tatti, detto il Sansovino, fu un architetto fiorentino nato nel 1486. Allievo a bottega dello scultore Andrea Contucci, da cui ereditò il soprannome di Sansovino, seguì il maestro a Roma verso il 1505, in un periodo cruciale per la storia dell'arte e della architettura. Ritrovò infatti Giuliano da Sangallo, già conosciuto a Firenze, ed entrò in contatto con Donato Bramante, a cui papa Giulio II della Rovere affidò l'immenso progetto di costruzione della basilica di San Pietro che oggi possiamo contemplare, demolendo la più che millenaria basilica costantiniana.
Le prime opere del Sansovino si trovano però a Firenze, dove fece ritorno dal 1511 al 1518, stringendo amicizia con il pittore Andrea del Sarto.
Un esempio è il Bacco del Museo del Bargello, di pochi anno successivo alla più celebre scultura di Michelangelo Buonarroti. Bisogna tenere conto che nella sua epoca, a Firenze, l'opera del Sansovino era molto più conosciuta e presa a modello rispetto a quella michelangiolesca, che vi arrivò solo nel 1571 o 1572 grazie a Francesco I de' Medici. Sicuramente il Sansovino fu influenzato dall'illustre precedente, tuttavia scelse di prenderne le distanze, rimanendo maggiormente fedele alla statuaria classica.

Confronto tra il Bacco del Sansovino (a sinistra) e il Bacco michelangiolesco

Una volta fatto ritorno a Roma vinse il concorso bandito da Leone X Medici per il progetto della basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini, non lontana da San Pietro, al quale parteciparono anche Raffaello Sanzio, Antonio da Sangallo il Giovane e Baldassarre Peruzzi. Sansovino riscontrò tuttavia sin da subito diverse difficoltà strutturali, in quanto l'abside della chiesa si trovava molto vicino alle rive del Tevere. Abbandonò allora il cantiere poco dopo l'inizio, delegando il Sangallo, suo concittadino, il quale riuscì brillantemente a risolvere i problemi. La basilica non vide però il completamento sino agli interventi di Giacomo Della Porta, più avanti di Carlo Maderno e infine di Alessandro Galilei nei primi del Settecento.

Nuovamente a Firenze nel 1515, partecipò ad un altro concorso, quello per la facciata della basilica di San Lorenzo, vinto da Michelangelo, ma come si sa l'opera rimane ancora oggi incompiuta.
A seguito del Sacco di Roma, mentre si trovava in città, fuggì a Venezia, per rimanervi, ed eccezione di un rientro a Firenze nel 1540, sino alla morte. Fu infatti nominato "Proto", ossia principale architetto della Serenissima e tra i primi lavori venne incaricato di consolidare la basilica di San Marco e di restaurarne le cinque bellissime cupole.

A Venezia si legò in rapporti di stima e di amicizia con Tiziano, Pietro Aretino e il giovane Tintoretto, inoltre ospitò alcuni suoi concittadini, come Giorgio Vasari, Francesco Salviati e Bartolomeo Ammannati, i quali portarono in Laguna le novità del centro Italia.
Per il progetto di ristrutturazione di piazza San Marco edificò la Biblioteca Marciana, situata alla destra del campanile della basilica e di fronte a Palazzo Ducale, un'opera straordinaria composta da due piani caratterizzati dalla perfezione e dal rigore geometrico. Al piano inferiore il porticato è sorretto da una serie di arcate inquadrate in un ordine dorico, mentre il piano superiore è caratterizzato da una serie di serliane, ossia aperture costituite da un arco centrale che inquadrano le finestre con balconi. Questo stile raffinato verrà ripreso da Andrea Palladio, successore del Sansovino nel ruolo di architetto principale della Repubblica di Venezia.

Ai lati della Biblioteca Marciana si trovano altre due opere del Sansovino, vale a dire il Palazzo della Zecca, a sinistra affacciato sul mare, mentre a destra la Loggetta del campanile di San Marco, nota anche come Loggetta del Sansovino, posta come decorazione alla porta di ingresso della torre campanaria.

Alla morte, nel 1570, Sansovino fu celebrato come uno dei più notevoli e influenti architetti della Repubblica e venne sepolto nella basilica di San Marco.