Giuseppe Vasi

Un genere che ebbe notevole fortuna nella Roma del Settecento fu il Vedutismo, la cui caratteristica era quella di rappresentare con fedeltà quasi fotografica edifici, monumenti e scorci cittadini. Giuseppe Vasi eccelse nell'incisione, soffrendo però il confronto con il suo celebre allievo Giovanni Battista Piranesi, mentre altri autori di questo genere a livello pittorico furono Giovanni Paolo Pannini per Roma e Canaletto per i paesaggi veneziani.
Vasi ci permette grazie alle sue mirabili incisioni di compiere un vero e proprio viaggio nella Roma del Settecento, il quale ben si può integrare con il commento di un viaggiatore d'eccezione, Johann Wolfgang von Goethe, che sul finire degli anni Ottanta del XVIII secolo si recò nella città eterna lasciandoci le proprie intime emozioni e suggestioni nell'opera Viaggio in Italia.

"Il Pantheon, l'Apollo del Belvedere, certe teste colossali, e di recente la Cappella Sistina, si sono impossessati del mio spirito al punto che vicino a loro non vedo quasi nient'altro. Ma come paragonarci, piccoli come siamo e avvezzi a ciò ch'è piccolo, a quelle forme generosamente smisurate? E ammesso che in qualche modo potessimo riuscirvi, ecco da ogni parte affollarsi subito un visibilio d'altre cose che ti viene incontro a ogni passo, ciascuna esigendo il tributo dell'attenzione. Come tirarsene fuori? Non altrimenti che lasciandole pazientemente crescere e fruttificare, studiando con attenzione il lavoro compiuto dagli altri per noi. [...] In questo luogo si riallaccia l'intera storia del mondo, e io conto d'esser nato una seconda volta, d'essere davvero risorto, il giorno in cui ho messo piede in Roma".

Il percorso nella Roma settecentesca comincia da quella che al tempo era uno degli ingressi principali della città papale, vale a dire la porta di piazza del Popolo, tanto che Goethe scrisse che "solo quando passai sotto Porta del Popolo seppi per certo che Roma era mia".
L'aspetto trionfale della piazza, capace di lasciare senza fiato ogni visitatore, fu reso dall'architetto Carlo Rainaldi con l'idea delle due chiese gemelle che, viste dall'obelisco innalzato da Domenico Fontana al centro della piazza, sembrano accompagnarci e invitarci a percorrere le meravigliose vie della città.

Le chiese di Santa Maria in Montesanto a sinistra, nota come "Chiesa degli artisti", e Santa Maria dei Miracoli a destra, furono costruite per volere di papa Alessandro VII Chigi inizialmente sui progetti del Rainaldi, che riprese l'idea del tempio rotondo preceduto da un pronao classico su modello del Pantheon. I lavori continuarono poi sotto la supervisione di Gian Lorenzo Bernini e del suo fidato allievo Carlo Fontana.
Dalla piazza, percorrendo tutta via del Babuino, a sinistra della Chiesa degli artisti, si giunge sino in piazza di Spagna, luogo di ritrovo del bel mondo di tutta Europa, al cui centro ritroviamo il Bernini con la Fontana della Barcaccia, posta ai piedi dell'immensa scalinata che conduce sino alla chiesa di Trinità dei Monti.

Continuando verso il cuore della città, il visitatore può imbattersi come d'incanto nello spettacolo quasi teatrale della Fontana di Trevi, capolavoro dell'architetto Nicola Salvi. Il dolce zampillio dell'acqua che sembra scaturire dalla facciata di palazzo Poli è un richiamo al mare, come dimostra la sontuosa statua di Oceano al centro, opera di Pietro Bracci. Sulla sommità di questa straordinaria scenografia barocca si vede infine lo stemma di Clemente XII Corsini, il pontefice committente.

Allontanandosi lasciando la fontana alla propria destra un'altra piazza poco distante, dalle modeste dimensioni, riserva un'altra sorpresa inaspettata dandoci la sensazione che il tempo si sia davvero fermato per l'eternità. In piazza della Rotonda la vista del Pantheon commuove infatti per solennità e bellezza il turista, il quale non può fare a meno di pensare che questo monumento, fatto costruire dall'imperatore Adriano intorno al 120 d.C. in onore di tutte le divinità, ha davvero visto l'intera storia dell'umanità. Il fregio ricorda addirittura che era stato fondato da Marco Vipsanio Agrippa, genero di Augusto, nel 27 a.C. circa, tuttavia due incendo lo danneggiarono al punto che Adriano decise di ricostruirlo.
Nell'incisione di Vasi si possono notare i due campanili aggiunti nel Seicento su progetto del Bernini, presto divenuti celebri col dispregiativo di "orecchie d'asino". Il Pantheon è tutt'oggi una basilica cristiana e questa fu la motivazione con la quale si decise di innalzare le piccole torri campanarie, che risultarono però effettivamente sgraziate per la facciata di un così antico monumento e così, verso la fine dell'Ottocento, furono demolite.
Oggi il Pantheon è celebre soprattutto per le illustri sepolture, prima fra tutte quella del divino Raffaello Sanzio, che riposa qui per sua volontà, m anche dei primi due re dell'Italia unita, ossia Vittorio Emanuele II, il "Padre della Patria", e Umberto I.
"Qui la grandiosità della Rotonda, sia all'esterno che all'interno, ha suscitato in me un gioioso senso di reverenza".

Ancora una volta basta spostarsi appena per trovare un'altra meraviglia come piazza Navona, scrigno di capolavori tra cui soprattutto la Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini al centro. Alle sue spalle si innalza la chiesa di Sant'Agnese in Agone, opera di Francesco Borromini, che con la sua grandiosa cupola arretrata rispetto ai due campanili conferisce il senso di profondità ad una piazza, caratterizzata da una notevole lunghezza essendo sorta sull'antico Stadio di Domiziano, che come si nota presenta una scarsa larghezza.
Nell'incisione il Vasi, che scelse di raffigurare la piazza dal lato sinistro, dove si trova la Fontana del Moro di Giacomo della Porta, ci mostra una curiosità, ossia quando a partire dalla metà del Seicento, nei giorni di festa delle torride estati romane, la piazza veniva riempita d'acqua per rinfrescare i visitatori, i nobili che vi entravano con le loro carrozze e l'intero popolo che accorreva numeroso. Lo spettacolo era possibile quando il marciapiede al centro della piazza non era ancora stato costruito, permettendo alla particolare conformazione del luogo di divenire un vero e proprio lago.


Note

L'ordine delle illustrazioni è stato scelto ripercorrendo il mio viaggio a Roma nel febbraio 2019.

Bibliografia

Goethe, Viaggio in Italia, traduzione di Emilio Castellani, Milano, Mondadori, 1993.