Carlo Maderno

Carlo Maderno è stato un architetto del periodo tra il Rinascimento e il Barocco, noto soprattutto per aver realizzato la facciata e l'allungamento longitudinale della basilica di San Pietro, portando a termine un cantiere durato più di cento anni in cui vi lavorarono i migliori artisti del Rinascimento, da Donato Bramante a Michelangelo Buonarroti, passando per Raffaello Sanzio, Baldassarre Peruzzi e Antonio da Sangallo il Giovane.
Maderno, nato nel 1556 e giunto a Roma dal Canton Ticino, in Svizzera, si formò a fianco dello zio Domenico Fontana, l'architetto e urbanista che nell'anno 1586 aveva seguito e organizzato l'innalzamento del grande obelisco di piazza San Pietro.

Ritratto di Domenico Fontana - Federico Zuccari

In giovane partecipò probabilmente come assistente nel cantiere diretto dallo zio per la realizzazione della facciata della chiesa di San Luigi dei Francesi, capolavoro situato nel cuore di Roma tra il Pantheon e piazza Navona.
Imparò così il mestiere dell'arte e la nobile professione dell'architettura, ottenendo presto, regnante papa Sisto V, un notevole successo e anche la cittadinanza romana.
Quando anni dopo il Fontana lasciò Roma a causa della morte del pontefice, Maderno ne divenne l'erede, incrementando la propria fama.
Il talento e la popolarità fecero sì che a partire dall'anno 1603, a seguito della scomparsa dell'architetto Giacomo Della Porta, il quale aveva da poco portato a compimento l'immensa cupola di San Pietro, subentrò al suo posto nella fabbrica della basilica. Qui poté attuare delle importanti modifiche che ancora contraddistinguono la chiesa simbolo della cristianità, cercando di superare l'ormai stanca tradizione cinquecentesca.
Nello stesso anno progettò la facciata della chiesa di Santa Susanna, considerata il primo esempio di architettura barocca, inserita perfettamente all'interno del contesto urbano. Ai lati le due volùte a spirale sembrano slanciare il timpano verso l'alto, ornato da una balaustra che lascia spazio all'infinità del cielo.

Fu nei primi anni del pontificato di Paolo V Borghese che si iniziò a pensare di allungare la navata centrale della basilica di San Pietro per soddisfare le esigenze celebrative e liturgiche. La pianta centrale michelangiolesca venne così accantonata in favore di una pianta longitudinale, già proposta da Raffaello nei suoi disegni, considerata più consona per una basilica.

Il progetto michelangiolesco

Nel 1607 fu bandito un concorso per il prolungamento della chiesa e per la realizzazione della facciata, vinto proprio dal Maderno. All'architetto spettava un compito di notevole difficoltà, quello di alterare l'equilibratissimo impianto del Buonarroti, ampliando la struttura con un corpo longitudinale; inoltre avrebbe dovuto costruire una facciata monumentale, senza tuttavia oscurare il cuore del progetto del maestro, la cupola.

Il progetto del Maderno

Per questo lavorò ad una facciata bassa e sviluppata soprattutto in larghezza, sormontata da varie statue volute da Gian Lorenzo Bernini che proseguiranno anche nel colonnato come a vegliare sui fedeli e su tutto il mondo cristiano. Sempre al centro, sopra la loggia da cui il papa impartisce la benedizione, si può leggere il nome di Paolo V, il pontefice che riuscì a vedere il completamento dell'immane cantiere, cominciato più di cento anni prima, il 18 aprile 1506, quando Giulio II posò la prima pietra.

Ritratto di Paolo V - Caravaggio - 1605 - Roma, Palazzo Borghese

Nonostante il pregevole lavoro del Maderno, la facciata venne criticata in quanto dalla piazza la cupola appariva schiacciata. Sarà il Bernini, nominato nel 1629 primo architetto di San Pietro, a risolvere il problema con un tocco prodigioso. L'artista, degno erede di Michelangelo, ebbe come principale preoccupazione quella di riscattare la cupola del predecessore, divenuta quasi marginale rispetto alla grande chiesa. Decise così di allontanare la piazza dalla facciata, in modo da consentire la visione della cupola quasi per intero. Per fare questo creò una piazza intermedia, quella situata tra la facciata e il porticato ellittico.

A seguito degli interventi a San Pietro si dedicò alla cupola e al completamento del coro della basilica di San Giovanni dei Fiorentini, non molto distante, situata nei pressi del Tevere. La collocazione aveva causato problemi di staticità sin da quando l'architetto Iacopo Sansovino si incaricò di realizzare un primo progetto, delegando poi il concittadino Antonio da Sangallo.
Maderno, che qui oggi riposa, portò avanti i lavori di Giacomo della Porta, ma per arrivare alla conclusione definitiva della chiesa bisognerà aspettare i primi del Settecento grazie alla bellissima facciata di Alessandro Galilei.

Negli ultimi anni, aiutato da un giovane Francesco Borromini, si occupò di numerosi cantieri, come l'inizio della costruzione di Palazzo Barberini, oggi sede della Galleria Nazionale d'Arte Antica, e della chiesa di Santa Maria della Vittoria, nella quale vi è custodita l'Estasi di Santa Teresa, una delle sculture più suggestive del Bernini.

L'opera più importante del Maderno, venuto a mancare nel 1629, rimane però la facciata di quella che è la chiesa più grande e importante del mondo, che da secoli accoglie i pellegrini giunti da lontano lasciandoli senza fiato al cospetto di un monumento di tanta armonia e perfezione.