Alessandro Galilei

Architetto fiorentino che lavorò all'inizio del Settecento, Alessandro Galilei apparteneva alla stessa famiglia del celebre Galileo Galilei.
Durante la formazione a Firenze si avvicinò alla lezione di Bartolomeo Ammannati, studiò Michelangelo Buonarroti e più avanti si accostò allo stile architettonico di Andrea Palladio scegliendolo come modello imprescindibile. Durante un soggiorno a Londra contribuì infatti all'edizione inglese dei Quattro libri dell'architettura.
Fondamentale per il suo ritorno in Italia e per la sua carriera artistica fu l'elezione al soglio pontificio di Clemente XII Corsini, il quale gli commissionò la cappella di famiglia nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Nell'anno 1732 fu messa a concorso la facciata della basilica, che Francesco Borromini non aveva fatto in tempo a realizzare. Così il Galilei, grazie al sostegno del pontefice, riuscì a superare la concorrenza di altri architetti, più celebri di lui, fra cui Luigi Vanvitelli e Nicola Salvi, quest'ultimo autore della Fontana di Trevi.

La grandiosa opera è sicuramente il capolavoro di Galilei, nella quale elementi barocchi si fondono perfettamente con elementi classici. La facciata, davvero suggestiva, richiama infatti le architetture di Michelangelo e di Carlo Maderno, ma anche lo stile di Gian Lorenzo Bernini con le gigantesche statue barocche sulla balaustra che omaggiano quelle della basilica di San Pietro. Al centro è Cristo con la croce, che veglia sul mondo cristiano in alto a quella che è la madre di tutte le chiese. Ai lati vi sono poi San Giovanni Battista e San Giovanni evangelista, mentre più in basso, lungo il fregio, si legge il nome del papa committente.

La facciata in un'incisione settecentesca di Giovanni Battista Piranesi.

Tra il 1733 e il 1737, sempre per volontà di papa Clemente, realizzò un'altra splendida facciata, quella della basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini, non lontano da San Pietro. Galilei, venuto a mancare appena prima della conclusione dei lavori, portò a compimento una chiesa che sin dal primo progetto di Iacopo Sansovino, intorno agli anni Venti del Cinquecento, aveva dato problemi strutturali in quanto l'abside della chiesa si trovava molto vicino alle rive del Tevere.