Jean-Jacques Rousseau

Io so e sento che fare del bene è la vera felicità di cui il cuore umano può godere.

Nato a Ginevra nel 1712, fu filosofo, scrittore e musicista.
Il suo temperamento era inquieto, imprevedibile, avventuroso e malinconico. Passò la giovinezza ad Annecy presso una protettrice-amante che lo convinse a recarsi a Torino dove visse e lavorò per diversi anni. Qui formò il suo gusto musicale ascoltando i concerti dell'orchestra reale dei Savoia.
Nel 1749 fu introdotto nei salotti letterari di Parigi, dove conobbe Voltaire e Diderot, collaborando all'Encyclopédie con scritti musicali, ma anche lo scrittore e drammaturgo Marivaux. Nel 1750, partecipando a un concorso dell'Accademia di Digione, sostenne la tesi per cui il progresso delle scienze e delle arti, invece di giovare all'uomo, abbia avuto un'influenza negativa sulla società. Questa posizione di rottura, che lo isolò nell'ambiente illuminista e lo contrappose agli enciclopedisti, fu sviluppata nel Discorso sull'origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini. Per Rousseau il progresso è dunque la causa dell'infelicità umana. La società viene criticata dal filosofo partendo dall'ipotesi di uno stato di natura in cui gli uomini vivrebbero liberi e felici; questa utopia gli serve per stabilire un termine di confronto utile a giudicare e condannare la società del suo tempo.

Tornato a Parigi compose le sue opere più importanti: Giulia o la nuova EloisaEmilio o Dell'educazione e Il contratto sociale.

Con Giulia o la nuova Eloisa, che ebbe un successo clamoroso tra i lettori settecenteschi e resta tutt'oggi di grande attualità, Rousseau diede un contributo decisivo all'affermazione del romanzo epistolare di tipo sentimentale e preromantico. L'opera si interroga infatti sulla nuova concezione di matrimonio borghese e sul conflitto tra passione e felicità coniugale. La vicenda è incentrata su una storia d'amore in cui il protagonista, un giovane precettore, si innamora della sua allieva, Giulia, che però non può sposare per le differenze sociali. Vi è dunque come tema centrale il conflitto tra l'individuo e la società della quale non si sente appartenere. Giulia è costretta dalla famiglia a sposare un uomo più anziano, ma nobile. Ella si oppone fino alla fine dell'opera, quando dovrà cedere, ma si ritrova stranamente felice col passare del tempo, perché, secondo Rousseau, l'amore adatto a un matrimonio durevole non è quello passionale e travolgente, bensì l'amore agape, di amicizia e stabilità.

Nel romanzo pedagogico Emilio o Dell'educazione l'autore, convinto che la natura umana sia essenzialmente benigna, sostiene che bisogna evitare inutili costrizioni sui fanciulli e di affidarsi all'evoluzione naturale. Al tempo si tendeva infatti a considerare i bambini come dei piccoli adulti. L'opera celebra oggi Rousseau come uno dei padri della pedagogia moderna. Per salvaguardare questa "bontà" originaria occorre appunto un "contratto sociale" che istituisca una nuova società dove non dominino la violenza, lo sfruttamento economico e l'odio reciproco. L'idea di fondo è quella per cui l'uomo è nato e dev'essere libero, ma ovunque si trova in catene.

L'Emilio e Il contratto sociale furono condannati e considerati pericolosi a livello politico. Minacciato d'arresto, Rousseau dovette fuggire in Svizzera. Tutto ciò influì sulle sue fragili condizioni di salute, portandolo a soffrire di paranoia e vari disturbi fisici.

La produzione di Rousseau contribuì notevolmente alla definitiva affermazione del genere del romanzo nell'Illuminismo. Anche in Italia, sebbene in ritardo, il genere cominciò a diffondersi, nonostante per quanto riguardi il romanzo d'invenzione artistica l'unico esempio autorevole è di Ugo Foscolo con le Ultime lettere di Jacopo Ortis.
Rousseau diede vita anche a un nuovo genere, quello della moderna autobiografia, con il capolavoro Le confessioni, opera in dodici libri scritta tra il 1765 e il 1771 e pubblicata postuma. L'autobiografia non è più la descrizione di un percorso intellettuale e della carriera di uno scrittore, bensì una "confessione", un'indagine introspettiva di un mondo interiore. Questa concezione così moderna di scrutare nella profondità dell'anima, mettendo a nudo i sentimenti più intimi, anche quelli che sembrano meno rilevanti, appare in Rousseau come una vera e propria esigenza. L'episodio dei castighi imposti al fanciullo dalla signorina Lambercier, tratto dal primo libro, mostra l'inoltrarsi da parte dello scrittore nel vasto campo psicologico, in una zona inesplorata della mente che solo la psicanalisi di Sigmund Freud, oltre un secolo dopo, avrebbe portato alla luce.
L'opera risultò decisiva per Vittorio Alfieri, anche se nella sua Vita l'intenzione di delineare una carriera intellettuale appare ancora evidente.

Gli ultimi anni di Rousseau furono caratterizzati da un crescente isolamento, segnato da disturbi psichici e da manie di persecuzione. Morì nel 1778 a Ermenonville, in Francia, e nel 1794 venne sepolto nel Pantheon di Parigi. Fu uno dei pensatori più influenti del XVIII secolo il cui pensiero nel 1789 è alla base della Rivoluzione francese, inoltre fu decisivo per il grande filosofo tedesco Immanuel Kant. Infine, l'apertura sul mondo dei sentimenti e la visione non solo razionale dell'uomo, centrali nelle sue opere principali, fanno di lui un precursore del Romanticismo.


Leggi anche: