Giovanni Paolo Pannini

Nella Roma settecentesca un genere artistico molto richiesto dai committenti era il Vedutismo, la cui caratteristica era quella di rappresentare con fedeltà quasi fotografica edifici, monumenti e scorci cittadini. Celebri sono la raccolta di incisioni Vedute di Roma Moderna di Giovanni Battista Piranesi, oppure i meravigliosi paesaggi veneziani del Canaletto.
Pannini, pittore piacentino, lavorò come il Piranesi principalmente a Roma, offrendoci delle straordinarie vedute della città eterna, ma distinguendosi anche per il genere del "capriccio", nel quale interpretava liberamente le rovine di Roma antica o rappresentava insieme diversi elementi reali tratti da luoghi differenti.
Un esempio è il quadro che segue, in cui si può osservare il Pantheon insieme al Tempio di Adriano, il Teatro di Marcello e persino la statua di Marco Aurelio oggi situata al centro di piazza del Campidoglio.

Scrisse Goethe nel suo Viaggio in Italia: "Qui la grandiosità della Rotonda, sia all'esterno che all'interno, ha suscitato in me un gioioso senso di reverenza".

Sicuramente più fedele alla realtà, il dipinto Interno del Pantheon, forse uno dei più noti di Pannini, ci mostra la maestosità del monumento visto dall'altare, dalla parte opposta rispetto la porta di bronzo dell'ingresso. Suggestivo è il dettaglio del gioco di luce creato dall'oculo della cupola, che durante l'arco della giornata, quando il tempo è sereno, regala sempre incredibili effetti luminosi.

Lasciato il Pantheon, l'artista ci conduce in un altro luogo simbolico di Roma, dinanzi alla Fontana di Trevi, che appare improvvisamente sulla piazza dalla facciata di Palazzo Poli come un meraviglioso palcoscenico teatrale di cui il protagonista è il carro di Oceano.
Inizialmente il progetto della fontana era stato affidato al genio di Gian Lorenzo Bernini, per poi passare all'architetto Nicola Salvi. Il capolavoro fu però portato a termine nel 1762 niente meno che dal figlio del Pannini, Giuseppe. L'artista, che dipinse quest'opera pochi anni prima della sua morte, doveva tenere quindi particolarmente al quadro. 

Il dipinto seguente, conservato al Museo nazionale di Capodimonte a Napoli, ci conduce invece davanti alla basilica di San Pietro, proprio al cospetto della facciata di Carlo Maderno, mostrandoci un evento risalente all'anno 1746, vale a dire la visita di Carlo di Borbone, committente dell'opera, al pontefice Benedetto XIV.
Il sovrano è a cavallo seguito dalla sua delegazione e circondato da una grande folla. A destra riconosciamo l'obelisco innalzato al centro della piazza da Domenico Fontana e sullo sfondo il colonnato del Bernini con le innumerevoli statue che vegliano sul mondo cristiano.

Come avvenuto per il Pantheon, l'artista ci conduce anche all'interno della basilica, nell'immensa navata centrale, fra preziosi marmi e sontuosi sepolcri, quasi frastornati da tanta bellezza.
Così Stendhal nelle pagine di Passeggiate romane: "Se il turista entra in San Pietro deciso a veder tutto, va incontro a un mal di testa tremendo, e presto la sazietà e il dolore lo rendono insensibile ad ogni piacere. Abbandonatevi solo per qualche istante all'ammirazione che suscita un monumento così grande, così bello, così ben tenuto, in una parola la più bella chiesa della più bella religione del mondo".

Presso il Museo del Louvre di Parigi si può ammirare infine un quadro di notevoli dimensioni davvero unico nel suo genere, intitolato Galleria di vedute di Roma moderna, raffigurante una serie di "dipinti nel dipinto". Esistono varie versioni simili a quest'opera tanto particolare, per esempio quella quasi analoga gremita però di vedute dell'antica Roma. Entrambe sono state commissionate da Étienne François de Choiseul, ambasciatore di Luigi XV di Francia presso il papa.
All'interno di un vastissimo salone frammentato da colonne che si perdono all'orizzonte, dove appare aprirsi un giardino, possiamo riconoscere diversi luoghi della città papale, come piazza Navona con la fontana del Bernini, Santa Maria Maggiore e la fontana di Trevi. Al centro, accanto ai personaggi che appaiono così piccoli nella sala, si nota una riproduzione del Mosè di Michelangelo Buonarroti e poco dietro il David berniniano della Galleria Borghese. Il drappo rosso che fa da cornice al quadro sembra essere stato appena sollevato come un sipario sulla scena.