Carlo Maratta

Nella Roma seicentesca dominata dallo spirito e dal gusto barocco di Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Pietro da Cortona, artisti come Nicolas Poussin, François Duquesnoy, Alessandro Algardi, Andrea Sacchi e, più avanti, Carlo Maratta, si distinsero per la scelta di perseguire un ideale artistico che si rifacesse alla lineare lezione classicista.
Nato nelle Marche, nei pressi di Ancona, Maratta o Maratti come spesso viene menzionato, fu uno dei pittori di maggiore successo sulla prestigiosa scena romana della seconda metà del XVII secolo, capace nell'ardua impresa di conciliare due movimenti agli antipodi quali classicismo e barocco, partendo dal classicismo di Raffaello Sanzio per arrivare ad uno stile barocco privo di eccessi retorici. Nonostante oggi non venga considerato come uno dei protagonisti del suo tempo, la sua bravura lasciò sorpreso piacevolmente anche un viaggiatore d'eccezione quale Goethe, che nelle pagine del suo Viaggio in Italia scrisse: "Feci la conoscenza di nuovi eccellenti artisti di cui sapevo appena il nome; per esempio imparai a stimare e ad amare il piacevole Carlo Maratti".
Desideroso di raggiungere Roma per coltivare il suo talento e ammirare Raffaello, il Maratta si formò presso la bottega di Andrea Sacchi, il quale lo avvicinò ad autori quali Giovanni Lanfranco, Domenichino e Guercino.

Ritratto di Andrea Sacchi del 1661 circa.