Antonio Raggi

Fatta eccezione per il genio di Michelangelo Buonarroti, i cui immani progetti furono concepiti e realizzati in completa solitudine, sempre al limite delle proprie forze, si pensi alla Cappella Sistina, ogni grande artista del passato ebbe bisogno di una serie di allievi, di una prolifica bottega, per portare a termine le imprese monumentali e le grandi committenze che riceveva. L'esempio più evidente è quello di Raffaello Sanzio, accanto al quale si formarono alcuni dei protagonisti dell'età rinascimentale, si pensi a Giulio Romano, Perin del Vaga o Giovanni da Udine, che sotto la supervisione del maestro lo aiutarono sempre più in modo che l'Urbinate potesse accettare costantemente nuovi incarichi dai pontefici.
Anche Gian Lorenzo Bernini andò progressivamente privilegiando la fase dell'ideazione a quella puramente esecutiva, essendo impegnato in diversi cantieri, affidandosi in larga parte a collaboratori e allievi della sua bottega.
Uno di questi, probabilmente il più fedele interprete dell'estetica e delle geniali concezioni teatrali del maestro, fu Antonio Raggi detto il Lombardo, nato nel 1624 ed entrato nella cerchia del Bernini intorno al 1647, lavorando con lui per trent'anni.
Su disegno di Bernini scolpì uno degli angeli di ponte Sant'Angelo, forse il più bello, vale a dire il primo sulla destra percorrendo il ponte verso il castello, che porta in mano la colonna in ricordo della Passione di Cristo.

Del Raggi è anche il Danubio, una delle statue della meravigliosa Fontana dei Quattro Fiumi progettata dal Bernini per piazza Navona e situata dinanzi alla chiesa di Sant'Agnese in Agone, la cui facciata è uno dei capolavori di Francesco Borromini. La statua di Raggi si distingue per essere la più vivace, dinamica e baroccheggiante tra le altre.

Proprio Borromini scelse il Raggi per realizzare un'opera da inserire in una sua architettura, ossia dietro all'altare della bellissima chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini, un luogo che sin dai primi progetti di Iacopo Sansovino aveva dato problemi strutturali in quanto l'abside si trovava nei pressi delle rive del Tevere. Qui si trova Il battesimo di Cristo, la cui realizzazione era stata inizialmente affidata a Francesco Mochi, per poi passare al Raggi dopo essere stata respinta dai committenti, i membri della famiglia Falconieri. L'imponente e scenografico gruppo scultoreo mostra in primo piano Giovanni Battista che battezza Gesù versando sul suo capo l'acqua del Giordano. In alto è Dio Padre in gloria, circondato da putti, che sembra entrare all'improvviso sulla scena in un effetto teatrale tipicamente barocco, ispirato dalle parole dell'evangelista Marco: In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto».

La raffinata mano del Raggi si può vedere anche nella volta della navata principale della Chiesa del Gesù, dove realizzò la decorazione a stucco dei demoni che invadono lo spazio sottostante. Lo spettacolare scorcio di cielo con il Trionfo del nome di Gesù è invece opera di Giovan Battista Gaulli, il quale fu in grado di annullare i confini fra la pittura e il resto della decorazione del Raggi.