Claude Lorrain

Pittore francese del Seicento trasferitosi a Roma in giovane età, Claude Lorrain, noto in Italia come Claudio Lorenese, fu maestro della pittura di paesaggio, celebrato da artisti romantici come William Turner e, soprattutto, John Constable, che disse di lui: "È stato giudicato il più perfetto paesaggista che il mondo abbia mai visto e merita completamente la lode. Le caratteristiche dei suoi dipinti sono sempre quelle di una serena bellezza. Dolcezza e amenità regnano in ogni creazione del suo pennello; ma la sua principale dote consisteva nell'unire lo splendore alla quiete; il colore alla freschezza, l'ombra alla luce".

Imbarco della regina di Saba - 1648 - Londra, National Gallery

Influenzato dalle opere di Annibale Carracci, Domenichino e Pietro da Cortona, in pochi anni il Lorenese si guadagnò le più prestigiose commissioni, tra cui quelle di papa Urbano VIII, per il quale lavorò anche Gian Lorenzo Bernini, e re Filippo IV di Spagna.
Su richiesta di un cardinale mediceo dipinse nell'anno 1637 Porto con villa Medici, custodito alla Galleria degli Uffizi, nel quale sullo sfondo si può vedere l'edificio completato nella seconda metà del Cinquecento dall'architetto fiorentino Bartolomeo Ammannati. Nell'opera confluiscono diverse caratteristiche fondamentali del suo stile, come l'attenzione per gli straordinari effetti della luce del sole. Numerosi sono i suoi paesaggi marini, spesso fantasiosi, con porti e imbarcazioni sospesi eternamente nel chiarore dell'alba o nel caldo di un tramonto. Evitando l’effetto sensazionale di chiari di luna, arcobaleni o tempeste, spesso scelti da altri pittori di paesaggio del suo tempo e, più avanti, dai romantici, Lorenese fu il primo a concentrarsi sul sole, soprattutto quando è basso e il suo calore dona vita alla vegetazione, quando compare all'improvviso tra rovine o edifici, si riflette sull'acqua trasparente, oppure filtra tra gli alberi maestri delle navi.

Famoso in ogni tempo, Claude Lorrain non è mai stato ben conosciuto e studiato, tuttavia fu capace di rivoluzionare il genere della pittura di paesaggio ispirando generazioni di artisti. Nella sua produzione cercò di ricostruire il mondo dei capolavori di Virgilio e Ovidio, in paesaggi dall'alto contenuto letterario e mitologico.
Se per la figura umana e per l'architettura si conoscevano infatti i modelli risalenti all'epoca classica, non si ravvisano invece esempi di paesaggio tramandatici dagli antichi, ad eccezione di quanto possiamo osservare nelle opere del Lorenese. È il caso del Paesaggio con il giudizio di Paride, episodio descritto nell'Iliade di Omero ed anche da Ovidio.

Suggestivo è lo scenario nel quale è ambientato il Paesaggio con Psiche e il palazzo di Amore, che evoca il sapore fiabesco dei racconti di Apuleio.
In ogni dipinto dell'autore osserviamo una scena che si svolge in primo piano, come su un palcoscenico, con personaggi che osservano o indicano l'orizzonte, la cui bellezza diviene spesso il punto focale delle composizioni.

Un'altra fonte d'ispirazione per il Lorenese fu il Vecchio Testamento, in rappresentazioni che solitamente si svolgono in paesaggi luminosi e sereni avvolti nella chiara luce mattutina, come il Matrimonio di Isacco e Rebecca, custodito alla Galleria Doria Pamphilj di Roma, nella quale osserviamo una scena bucolica con figure danzanti e suonatori di strumenti musicali che allietano il tema nuziale.

Nel Capriccio pastorale con l'arco di Costantino, datato 1651, si può infine contemplare un incantevole paesaggio romano, come si capisce dallo sfondo in cui riconosciamo l'arco di Costantino e, dietro di esso, il Colosseo. L'opera è però frutto della fantasia del pittore, come si è già visto nel Porto con villa Medici, entrambi esempi evidenti del genere del "capriccio", che troverà fortuna nel Settecento grazie a vari autori, tra cui Giovanni Paolo Pannini, celebre per le sue fedeli rappresentazioni di monumenti romani collocati tutti insieme in luoghi immaginari.

Lorenese si spense a Roma nell'anno 1682 ed oggi riposa in una delle chiese simbolo della città, San Luigi dei Francesi, situata tra il Pantheon e piazza Navona, meraviglioso luogo dove si conservano tre capolavori del Caravaggio.