Voltaire

Filosofo, drammaturgo, poeta e aforista, Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet, nacque a Parigi nel 1694.
Fu una delle principali figure dell'Illuminismo insieme a Montesquieu, Rousseau, Diderot e d'Alembert, tutti impegnati nell'ambizioso progetto dell'Encyclopedie.
La sua prima fortuna, tra le numerosissime opere, fu affidata a due tragedie: EdipoMarianne.
Il duello con un cavaliere, scatenato da un litigio, gli fece conoscere l'esperienza del carcere presso la Bastiglia. Liberato, venne costretto a lasciare Parigi, recandosi in Inghilterra, dove scrisse le Lettere filosofiche Lettere inglesi. Queste gli provocarono un altro mandato d'arresto per il quale fu costretto a fuggire in Svizzera. Più tardi trovò rifugio nel castello di Madame du Châtelet, una delle figure più rilevanti del Settecento, per molti anni sua amante e collaboratrice.

Émilie du Châtelet

Nel 1750 si trasferì alla corte di Federico II di Prussia, illudendosi di poter convertire il sovrano a un dispotismo illuminato, tentativo che fallì miseramente. Per dispotismo illuminato si intende l'accentramento del potere assoluto nella sola persona del sovrano, quasi come un tiranno, il quale è però illuminato, quindi disposto a finanziare le idee illuministiche e scientifiche allontanandosi dalla Chiesa. La rottura con Federico II e il fallimento di una possibile collaborazione tra cultura e potere gli fecero fare ritorno in Francia, più precisamente in una tenuta sulla frontiera franco-svizzera per poter eventualmente fuggire.

Voiltaire collaborò all'Enciclopedia di Diderot e d'Alembert, alla quale partecipò anche Rousseau, che, per le sue idee radicali in politica e sentimentali sulla religione, si allontanò dai philosophes, finendo per essere considerato da Voltaire come un nemico del movimento. Tuttavia gli studiosi successivi, appartenenti al contesto pre-rivoluzionario, analizzarono maggiormente le idee di Rousseau rispetto a quelle moderate di Voltaire.
In ambito religioso Voltaire viene considerato un deista, per lui dunque la divinità è vista come estranea al mondo e alla storia, in sintesi vi è un Dio a cui sta a cuore il destino dell'Universo senza tuttavia intervenire in maniera provvidenziale.

Il dipinto mostra il salotto di Madame Geoffrin, una nobildonna francese, con i più grandi intellettuali e personaggi dell'epoca riuniti attorno al busto di Voltaire, come a raffigurare la predominanza del filosofo sulla cultura del tempo. Impegnati a leggere una sua tragedia si possono riconoscere Rousseau, Montesquieu, Diderot, Condillac e Marivaux. Quest'ultimo, drammaturgo raffinato e sensibile, affascinato nello scrutare l'animo umano soprattutto quando nel cuore divampa il sentimento amoroso, non era molto apprezzato da Voltaire, che forse non aveva la stessa capacità di emozionarsi e la sua stessa sensibilità. Di lui scrisse: "È uno scrittore che conosce tutti i viottoli del cuore umano, ma non sa la strada maestra". Forse ciò fu legato anche al fatto che nel 1742 Marivaux venne eletto all'Académie française proprio a scapito di Voltaire.

Il capolavoro di Voltaire è Candide ou l'optimisme, Candido o l'ottimismo, datato 1759. Il contesto in cui nacque l'opera vedeva l'Europa vivere l'esperienza della brutalità storica e del dolore, come l'Inquisizione e il terremoto che distrusse l'intera città di Lisbona, mettendo in crisi le filosofie ottimistiche dominanti. Inoltre varie persecuzioni nei suoi confronti segnarono l'animo di Voltaire, portandolo a una visione disincantata del mondo. Il romanzo, nonostante la presa di coscienza dell'esistenza del male, non esalta il pessimismo. L'opera ebbe subito grande fortuna anche grazie allo scandalo suscitato; venne infatti condannata al rogo dalle autorità di Ginevra.
Il racconto si articola in trenta brevi capitoli e presenta una rapida struttura lineare, scandita dalle tappe del viaggio del protagonista. A metà strada tra un racconto filosofico e un romanzo di viaggio e di formazione, il fine del Candide è quello di criticare con ironia le teorie ottimistiche che si erano andate sviluppando, in particolare la concezione del filosofo tedesco Gottfried Leibniz, il quale sosteneva il panglossismo, cioè di vivere nel migliore dei mondi possibili. A lui è ispirato il personaggio di Pangloss, il precettore di Candido e Cunegonda; quest'ultima dapprima è l'amante del protagonista e poi ne diventa la moglie.
In sintesi l'opera è volta a criticare, secondo i principi della ragione illuministica, la massima ottimistica per cui tutto è bene.

Voltaire morì la sera del 30 maggio 1778, mentre la folla parigina lo acclamava sotto il suo balcone. A tredici anni dalla morte, in piena Rivoluzione francese, il suo corpo venne trasferito al Pantheon di Parigi, vicino all'altro padre dell'Illuminismo, Rousseau, il suo rivale. Rousseau era mancato poco meno di un mese dopo di Voltaire; tutt'ora i due riposano vicini, come in una riconciliazione postuma, accomunati dalla medesima gloria e da un pensiero in grado di segnare per sempre il XVIII secolo.
A Voltaire si ispirarono moltissimi filosofi e letterati successivi, tra i quali: Cesare Beccaria, Vittorio Alfieri, Giacomo Leopardi nelle Operette morali, Immanuel Kant, Victor Hugo, il quale disse "il Settecento è Voltaire", Gustave Flaubert, Karl Marx e Friedrich Nietzsche.


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