Gustave Flaubert

Verso la metà dell'Ottocento, precisamente l'anno 1857, uscirono in Francia due capolavori letterari che sancirono la nascita della poesia moderna: Madame Bovary di Gustave Flaubert e I fiori del male di Charles Baudelaire.
Si può dire che Madame Bovary di Flaubert rappresenti ciò che è I fiori del male per Baudelaire: sono i loro lavori più importanti e conosciuti che condividono la stessa ricerca della bellezza artistica, concependo, nell'ambito del romanzo e della poesia, un nuovo modo di scrivere e del ruolo dello scrittore.
L'opera di Flaubert è un vero e proprio capolavoro dell'insoddisfazione esistenziale che eredita dal realismo la propensione alla descrizione e al racconto dei meccanismi di funzionamento della vita moderna. Honoré de Balzac si era già spinto in questa direzione, tuttavia se egli si può definire uno dei maestri del romanzo realista, per Flaubert sarebbe riduttivo inserirlo esclusivamente in questa corrente, in quanto ne possiede alcuni elementi, ma spesso se ne allontana. La descrizione della realtà è sicuramente minuziosa, tuttavia vi è una distanza dell'autore da quanto racconta, adottando l'impersonalità della narrazione. Egli si limita, dunque, precludendosi ogni partecipazione emotiva e ogni giudizio critico, a registrare quanto osserva intorno a lui, anticipando lo stile poetico del Naturalismo, di cui Émile Zola fu uno dei principali esponenti.
I fiori del male si distanziano dal realismo focalizzando l'attenzione sulla sensibilità, l'irrazionalità e la malinconia, esaltando un mondo ideale e immaginario nel quale fuggire, perché la realtà è spaventosa, piena di delusioni e noia, espressa dal sentimento dello spleen. Baudelaire descrive la sensazione, tipica dell'età moderna, che si prova immersi nella folla di una grande città, esclusivamente per sottolineare il terrore e l'angoscia provocato dallo spaesamento esistenziale, nonostante ciò assomigli alla perfetta libertà.

Il bar delle Folies-Bergère - Édouard Manet

Flaubert, nato nel 1821, lo stesso anno di Baudelaire, ha cominciato, al pari dell'amico, a scrivere molto giovane, a partire dalla seconda metà degli anni trenta. I suoi interessi letterari spaziano nel tempo, da Omero a Shakespeare, sino a Voltaire, Goethe e Victor Hugo.
Nel 1836 avvenne un incontro che gli avrebbe cambiato la vita: sulla spiaggia di Trouville vide per la prima volta Elise Foucault Schlésinger, una donna più grande di lui che amerà segretamente per tutta la vita e alla quale si ispirò per il personaggio di Madame Arnoux nell'Educazione sentimentale.

La spiaggia a Trouville - Claude Monet

Fin dagli esordi letterari fu colpito dall'esistenza del male, manifestando un pessimismo radicale per un mondo senza speranza né solidarietà. In lui si manifesta la sensazione di vivere in un'epoca "arrivata dopo", quando tutto è già avvenuto, in preda alla noia, sentimento di impotenza simile allo spleen. Ciò era dovuto al concludersi dell'Illuminismo e dei moti rivoluzionari. Nel romanzo Memorie di un pazzo, in parte autobiografico, composto nel 1838 e mostrato solo agli amici, rappresenta proprio questa noia e la dimensione crepuscolare dell'epoca. Il libro servirà come base per L'educazione sentimentale, scritto una trentina di anni dopo.
Nel 1840 si trasferì a Parigi e si iscrisse alla facoltà di Legge, intanto cominciò il racconto La tentazione di Sant'Antonio, pubblicato più tardi nel 1874. A causa del manifestarsi di disturbi nervosi e di una forma di epilessia, abbandonò gli studi per dedicarsi interamente alla letteratura. Il suo primo lavoro fu Novembre, datato 1842 e accolto favorevolmente dalla critica. L'opera è realizzata come una confessione autobiografica, con l'innamoramento per esempio per una donna più grande di lui, già sposata, e il ricordo delle varie delusioni sentimentali vissute: "Amo l'autunno, triste stagione che si addice ai ricordi".

L'anno 1846 fu molto difficile per l'autore; la perdita del padre e della sorella gli fecero prendere la decisione di ritirarsi nella tenuta di campagna di Croisset, recentemente ristrutturata dal padre. Lo stesso anno iniziò però una relazione con la scrittrice Louise Colette, conosciuta durante una visita a Parigi, con la quale instaurò una fitta corrispondenza epistolare. Le lettere sono molto importanti anche perché in esse si delinea la poetica di Flaubert, caratterizzata dall'aspirazione a una scrittura rigorosamente impersonale e dalla riflessione sulla parola come unico strumento per esprimere l'armonia delle cose. L'autore, come Baudelaire, si sentiva oppresso dal mondo della "finitudine" a cui si contrappone il loro sogno d'infinito, paragonabile a quello che esprime il personaggio di Madame Bovary.

Il capolavoro Madame Bovary, datato 1856 e ispirato ad un fatto di cronaca, affronta un tema molto moderno come quello del conflitto tra realtà e finzione. La protagonista è infatti costantemente insoddisfatta della sua vita, mettendola sempre in paragone con le vicende amorose e i personaggi dei romanzi che legge. Ella, una volta sposata, si rende conto di desiderare una vita che è l'opposto di quella coniugale tranquilla e monotona che conduce. Il lato moderno dell'opera è anche l'attenzione alla psicologia del personaggio che è una figura molto complessa.
La trama narra di Emma Rouault, figlia di un contadino, educata in un convento dove trascorreva il tempo nel leggere libri che alimentano i suoi sogni di lusso e romanticismo. Charles Bovary, un medico di provincia sposato con una donna più grande di lui, viene in contatto con la protagonista quando si reca a casa sua per curare il padre. Charles proviene da una famiglia benestante ed è un uomo perbene anche se noioso. Una volta mancata la moglie si ritrova prematuramente vedovo. Emma è affascinata da Charles che invece è interessato maggiormente al lato fisico della donna. Presto i due decidono di sposarsi.
I sogni di felicità di Emma come un matrimonio romantico a mezzanotte, si scontrano subito con la realtà; il matrimonio rustico in campagna è solo l'inizio di una vita coniugale monotona in cui la donna è sempre in casa senza avere alcuna occupazione.

Il riposo - Édouard Manet

Ella sperava, recandosi nella città dove lavorava il marito, di entrare in società e di vivere nel lusso, ma non è così. Solo quando il marito viene invitato da una marchesa ad un ballo ella finalmente si sente al centro dell'attenzione e forse, per un attimo, nella confusione di quella vita frenetica, riesce a soddisfare il suo desiderio di vivere nel lusso e nella ricchezza spensierata.
Emma accetta in seguito il corteggiamento di una delle prime persone che incontra nella nuova cittadina, presso una locanda, il giovane Léon, studente in Legge. Intanto, però, è rimasta incinta del marito. Anche la nascita della bambina è vissuta con amarezza in quanto avrebbe preferito un figlio maschio. Quando Léon le comunica di volersi recare a Parigi a studiare, Emma intraprende una relazione con un ricco proprietario terriero, travolta dalla passione e confusa dai suoi stessi sentimenti, illudendosi di aver trovato la felicità, finalmente, ma il nobile ha altre amanti e quando Emma gli chiede di fuggire, lui si rifiuta. Il dolore è tale che Emma si ammala gravemente e per qualche tempo si rifugia nella religione. Una sera, a Rouen, Emma e Charles assistono all'opera, ed Emma incontra di nuovo Léon. I due iniziano una relazione: la donna si reca in città ogni settimana per incontrarlo, mentre Charles crede che lei prenda lezioni di pianoforte. Al contempo, Emma sta spendendo esorbitanti somme di denaro e finisce per accumulare moltissimi debiti. La gente inizia a sospettare di adulterio; Emma, delusa dalla realtà, finisce per avvelenarsi togliendosi la vita. Charles è sconvolto e dopo poco tempo muore a sua volta lasciando la figlia senza genitori.
L'opera suscita un grande scandalo a causa del tema affrontato, cioè l'adulterio femminile e l'insofferenza della donna per la vita coniugale, tanto che lo scrittore subì un processo per immoralità, finendo però per essere assolto.

L'assenzio - Edgar Degas

Come Madame Bovary, l'altro grande romanzo di Flaubert, L'educazione sentimentale, è complesso e moderno, opera antiromantica nel contenuto e nello stile opposta allo stesso genere a cui appartiene, cioè quello del romanzo di formazione. La vicenda narra infatti del giovane provinciale Frédéric Moreau, che lascia il suo paese natale per stabilirsi a Parigi e studiare Legge. L'opera presenta però un aspro pessimismo conseguenza del totale fallimento della formazione del protagonista e del suo inseparabile amico Deslauriers, con l'aggiunta della fine dei lori sogni, la fine delle speranze e delle ambizioni che avevano coltivato nel loro cuore, con la disillusione che ne consegue.
Ogni esperienza compiuta dal giovane non comporta una crescita personale e a volte non riesce nemmeno ad avere un senso, un motivo; lo stesso amore per Madame Arnoux, incontrata durante l'adolescenza, per la quale fantasticò la felicità in amore, non riuscirà mai a realizzarsi completamente, rimanendo, appunto, un sogno mai vissuto, nonostante alla fine la donna confesserà di averlo sempre amato. Durante la scena del loro ultimo incontro, definita da Marcel Proust "la cosa più bella del romanzo", la donna espresse il desiderio di fare un giro al suo braccio, mentre tra la folla e il frastuono della strada andavano senza distrarsi da se stessi; senza udire niente, come se camminassero insieme per la campagna.

Si raccontarono il loro passato [...] Che rapimento, la prima volta che l'aveva udita cantare! Com'era bella, il giorno della sua festa a Saint-Cloud! Egli le ricordò il giardinetto d'Auteuil, le serate a teatro, un incontro sul boulevard [...]

Ella stupiva della memoria di lui; e gli disse: << Talvolta, le vostre parole mi tornano come un'eco lontana, come un suono di campana portato dal vento; e mi sembra che siate con me, quando leggo nei libri certe pagine d'amore >>.

<< Tutto ciò che in essi si accusa d'esagerazione, voi me l'avete fatto provare >> disse Frédéric.

<< Capisco Werther, a cui non vengono mai a noia le tartine di Carlotta >>.

Ella sospirò; e, dopo un lungo silenzio: << Non importa, ci saremo molto amati >>.

<< Ma senza appartenerci! >>.

<< Forse è meglio >> rispose lei.

<< No! no! che felicità avremmo goduto! >>

<< Oh! lo credo, con un amore come il vostro! >>

Doveva essere ben forte, se durava dopo una separazione così lunga! Frédéric le domandò come lo avesse scoperto.

<< Una sera che mi baciaste fra il guanto e la manica. Pensai: "Ma mi ama... mi ama". E tuttavia avevo paura di accertarmene. La vostra riservatezza era così bella, che ne godevo come di un omaggio involontario e continuo >>.

Egli non rimpianse niente. Le sofferenze passate ottenevano il giusto premio.

Quando rincasarono, la signora Arnoux si tolse il cappello. La lampada, posata su una mensola, illuminò i suoi capelli bianchi. Fu come un urto in pieno petto.

Ormai vecchio, nelle pagine conclusive Frédéric si ritrova con l'amico a parlare seduti di fronte al camino, ripercorrendo la loro vita e arrivando alla conclusione che i momenti più belli siano quelli dell'immaginazione, delle attese che non sono seguite dal soddisfacimento dei desideri e vengono rivissute nel ricordo. I due ricordano un'avventura adolescenziale, cioè la mancata iniziazione all'amore presso la casa di una nave scuola. Il ricordo non è visto in questo caso con rimpianto, ma quasi sorridendo per il proprio comportamento di molti anni prima; per esempio il donare dei fiori a una prostituta e l'impallidire senza più riuscire a dire una parola dinanzi a molte donne. Alla fine Frédéric, imbarazzato e in preda all'ignoto, era fuggito e Deslauriers gli era andato dietro, mentre le donne ridevano. Quello che accadde non se lo sarebbero mai dimenticati. Nonostante ciò, mentre da giovani consideravano l'accaduto un'umiliazione, ora è motivo di divertimento, qualcosa che gli ha uniti ancora di più, anzi, affermano, "non abbiamo mai avuto niente di meglio". Il piacere è dunque realizzabile solo nella fantasia e nel sogno. Questo è il tema fondamentale del romanzo che rispecchia pienamente il sentimento della generazione di Flaubert.

La passeggiata - Pierre-Auguste Renoir

Dopo aver pubblicato L'educazione sentimentale, il quale venne stroncato dalla critica ma difeso da Zola, si dedicò nel 1877 alla redazione dei Tre racconti, tra i quali il più rilevante è Un cuore semplice, dedicato all'amica scrittrice George Sand.
Flaubert morì improvvisamente nel 1880, colpito da un'emorragia cerebrale, e venne sepolto a Rouen alla presenza di pochi amici. Uscì postumo il romanzo Bouvard e Pécuchet a cui stava lavorando poco prima di spegnersi.