François Gérard

Gérard ritratto dall'amico Antoine-Jean Gros nel 1790 circa.

Artista neoclassico nato a Roma nel 1770 e trasferitosi in giovane età a Parigi, François Gérard poté formarsi nello studio di uno dei più celebri pittori del suo tempo, Jacques-Louis David, ricevendone una fondamentale influenza e collaborando con lui a diverse opere.
Il suo primo capolavoro, datato 1798 e custodito oggi al Museo del Louvre, raffigura la favola di Amore e Psiche, tratta da Le metamorfosi di Apuleio, ispirata chiaramente alla sublime scultura di Antonio Canova realizzata qualche anno prima.
Gérard non ci mostra Psiche destata dal sonno e abbracciata al suo amato con le labbra pronte a congiungersi alle sue, nell'attimo eterno che precede il bacio, bensì una ragazza dalle morbide fattezze, seduta e alquanto sorpresa da Cupido che teneramente la bacia sulla fronte mentre ella rivolge lo sguardo allo spettatore.
Al pari dei dipinti di David o dell'allievo Jean-Auguste-Dominique Ingres, ma anche delle sculture del Canova, questa tela riassume le caratteristiche principali del movimento neoclassico, vale a dire la ripresa del gusto classico e la ricerca dell'armonia delle forme, ponendosi come uno dei manifesti di questa corrente artistica che coincide a livello storico e culturale con l'Illuminismo.

A cominciare dalla Rivoluzione francese il Neoclassicismo subì una trasformazione legata alle vicende politiche che segnarono tutta l'Europa, portando l'arte a ricoprire un ruolo decisivo in chiave propagandistica.
Si servì della pittura per celebrare l'ascesa al potere e il proprio trionfo politico Napoleone Bonaparte, le cui prestigiose committenze favorirono la carriera di Gérard, che omaggiò il sovrano dei francesi ritraendolo, fiero e invincibile, in abiti da imperatore.

Appartiene al genere della pittura storica La battaglia di Austerlitz, dipinta nel 1810 e ispirata ad una delle nobili gesta del Bonaparte, quando la "Grande Armée" francese, a seguito della sconfitta di Trafalgar, travolse l'esercito austro-russo nel territorio oggi appartenente alla Repubblica Ceca.

Oltre a Napoleone sono diversi i personaggi della storia raffigurati da Gérard, come mostra il ritratto di Gioacchino Murat nelle vesti di Re di Napoli. Il Bonaparte, che all'apice della gloria ridisegnava la cartina politica europea ponendo i propri congiunti al governo, seppe sfruttare una disputa dinastica legata al trono di Spagna, spodestando l'allora sovrano Carlo IV Borbone in favore del fratello Giuseppe, precedentemente re di Napoli. La corona italiana venne così assegnata a Murat, valido maresciallo dell'Impero francese nonché marito di Carolina Bonaparte, sorella del generale.

A seguito della caduta di Napoleone, nel periodo della Restaurazione, quando il Congresso di Vienna cercò di ristabilire i poteri legittimi facendo ritorno all'Ancien Régime, Gérard divenne primo pittore di Luigi XVIII Borbone, che qui vediamo in un ritratto ufficiale, fratello minore di Luigi XVI, il re decapitato durante la Rivoluzione.

Alla morte nel 1824 Luigi XVIII il trono passò al fratello Carlo X, che in un periodo nel quale gli ideali della Restaurazione erano fortemente criticati dal popolo decise di ripristinare integralmente gli assetti propri della monarchia assoluta. Tale scelta sarà la causa della "rivoluzione di luglio", avvenuta nel 1830, e del definitivo tramonto della dinastia Borbone con la sua destituzione.

Sostenitore dell'assolutismo monarchico, convinto di essere stato posto sul trono per volere divino, Carlo X ristabilì alcuni rituali che non si vedevano più dai tempi del Re Sole, come l'unzione dei malati e la solenne incoronazione, avvenuta nella cattedrale di Reims e descritta in questa immensa tela dall'artista. A differenza del fratello Luigi XVIII, re Carlo non fu affatto un moderato e la sua incapacità di accettare i cambiamenti degli ultimi anni di storia francese lo resero sicuro di poter restaurare l'antico potere. Questo tentativo anacronistico non fece però che suscitare la reazione popolare.