Ercole Ferrata

Scultore lombardo nato nel 1610 in provincia di Como, Ercole Ferrata fu uno dei protagonisti del barocco romano, sensibile a tutte le novità artistiche della grande stagione seicentesca.
Trasferitosi in giovane età a Genova, entrò nella bottega di Tommaso Orsolino e collaborò col maestro ad un ciclo di sculture per il Duomo di Pavia.
Giunto a Roma intorno alla metà del secolo, seguì gli insegnamenti di Alessandro Algardi, da cui ereditò la dolcezza tecnica e la tendenza al classicismo, e conobbe Domenico Guidi.
Fu però la frequentazione del genio di Gian Lorenzo Bernini e la possibilità di collaborare nei suoi cantieri a segnare un punto di svolta decisivo nella carriera di Ferrata, che andò man mano distaccandosi dal classicismo di Algardi e François Duquesnoy.
Nacque così il suo capolavoro, realizzato nel 1660 circa, vale a dire la Sant'Agnese per l'omonima basilica presso piazza Navona, scultura unica nel suo genere a cui si ispirarono diversi artisti.

La santa ha lo sguardo rivolto verso l'alto, come tipico delle pose berniniane, con le mani rivolte verso i fedeli, mentre accetta con serenità il proprio martirio. Condannata al rogo, le fiamme che divampano ai suoi piedi si dividono però miracolosamente senza sfiorarne il corpo. La martire verrà allora trafitta alla gola con un colpo di spada.

Sotto la direzione del Bernini, Ferrata fu chiamato a scolpire un angelo per il meraviglioso Ponte Sant'Angelo, progetto nel quale furono coinvolti diversi autori tra cui Antonio Raggi, Cosimo Fancelli e Lazzaro Morelli. Ferrata diede vita all'Angelo con la Croce, posto in diretto confronto col maestro in quanto dinanzi ad esso si trova l'Angelo con cartiglio opera, sebbene in copia, del Bernini stesso, il cui originale fu trasferito nella basilica di Sant'Andrea delle Fratte perché considerato troppo bello per essere esposto alle intemperie.

Per il Duomo di Siena scolpì nella cappella del Voto la statua di Santa Caterina da Siena, anche questa dalla posa tipicamente berniniana, da cui trasse ispirazione per il suo capolavoro il migliore allievo di Ferrata, ossia Melchiorre Cafà, figura di assoluta rilevanza e più che mai significativa al fine di comprendere l'estetica del barocco scultoreo romano.

La mano del Ferrata si può trovare infine nella realizzazione dell'elefante che sorregge l'obelisco berniniano di fronte alla chiesa di Santa Maria sopra Minerva, situata nel cuore di Roma appena dietro al Pantheon.


Note

La foto dell'obelisco della Minerva è stata scattata durante il mio viaggio a Roma nel febbraio 2019.

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