Pierre Puget

Scultore francese nato a Marsiglia nel 1620, Pierre Puget è considerato il Michelangelo Buonarroti di Francia, figura di grande rilevanza per aver introdotto il Barocco in Francia.
Formatosi a Roma a fianco di Pietro da Cortona e Gian Lorenzo Bernini, Puget fu addestrato in patria come intagliatore di legno, mostrando un certo talento anche in ambito pittorico.
Giunto nella città eterna a soli vent'anni, poté osservare da vicino i grandi cantieri papali, aiutando il Cortona sui ponteggi della volta di palazzo Barberini, dove l'artista diede vita al Trionfo della Divina Provvidenza su commissione di papa Urbano VIII.
A seguito del Cortona raggiunse Firenze, affiancandolo nella decorazione di palazzo Pitti, per poi trasferirsi per un lungo e felice periodo nella città di Genova, dove diede vita ad alcune fra le sue opere più celebri.

Il primo lavoro fu quello dell'altar maggiore nella bellissima basilica di San Siro, dove la grande novità è quella che l'altare non è più addossato alla parete del presbiterio com'era in voga al tempo, bensì libero e circolabile da tutti i lati, nel mezzo del coro. L'autore mostra in questa composizione la sua natura da regista, ancor prima di quella di scultore, concependo inizialmente un progetto molto più complesso che non verrà mai portato a termine a causa di alcuni disguidi tra i committenti. L'idea era quella di un altare ornato di elementi naturali rocciosi a rappresentazione del Golgota, sul quale si sarebbe issata la croce di Cristo. Quello che vediamo oggi è invece un grande sarcofago che funge da reliquiario, ai cui lati vi sono due angeli che sorreggono una cornucopia. Al centro il tabernacolo è sormontato da una nuvola d'oro su cui si staglia un alto crocifisso sorretto da un arcangelo.

Apprezzato dall'aristocrazia genovese, Puget ottenne poco dopo una commissione dalla famiglia Sauli, una delle più nobili e antiche della città, vale a dire la decorazione interna della basilica di Santa Maria Assunta di Carignano.
Rimasto affascinato durante il soggiorno romano dal grandioso cantiere per la basilica di San Pietro, Puget voleva realizzarne una sorta di miniatura, innalzando un maestoso baldacchino con colonne tortili su modello, come mostra il disegno, del capolavoro berniniano realizzato circa quarant'anni prima.

Riprendendo l'idea delle quattro statue colossali che adornano nella basilica vaticana i pilastri di Donato Bramante, il francese concepì quattro statue di cui ne realizzò solamente due nell'anno 1668, il San Sebastiano e il beato Alessandro Sauli, antenato della famiglia committente, mentre una terza statua, dedicata a San Giovanni Battista, è opera del genovese Filippo Parodi.

Il San Sebastiano, autentico capolavoro dell'arte barocca, denota uno certo allontanamento dallo stile berniniano in nome di una ripresa degli ideali classici ed in particolare di scultori quali Alessandro AlgardiFrançois Duquesnoy, quest'ultimo autore del Sant'Andrea della basilica vaticana, statua di simile impostazione.
Il santo appare come un virile soldato dalle splendide fattezze che, deposta l'armatura, si offre liberamente alle frecce del suo martirio, in una posa ultrapatetica desunta dalla pittura del maestro Pietro da Cortona.

Maggiormente berniniano è il beato Alessandro Sauli, che, vestito con abiti preziosi, gira su se stesso volgendo lo sguardo verso l'alto in una posa molto leggera, tanto che l'angioletto in primo piano sembra impegnato nel trattenerlo al suolo afferrando il bastone pastorale e i lembi del mantello.

Un ulteriore compromesso fra la teatralità di Bernini e l'armonia classicheggiante tipica dell'Algardi, è l'Immacolata realizzata negli stessi anni per la chiesa dell'Albergo dei Poveri. La Vergine, sorretta da un gruppo di angeli, ha il viso rivolto al cielo, le braccia aperte a protezione dei fedeli e ci restituisce l'idea di un Barocco delicato e soave che denota tutta la modernità di un autore quale Puget.

Un meraviglioso dipinto del pittore genovese Domenico Piola ci mostra, sebbene in una ricostruzione utopica e fantasiosa, quello che si sarebbe potuto ammirare nella basilica dell'Assunta di Carignano, con il baldacchino mai portato a compimento da Puget, un capolavoro davvero unico e degno del solo Bernini.