Émile Zola

Durante la seconda metà dell'Ottocento i maggiori movimenti artistico-letterari erano il Naturalismo e il Simbolismo.
Il Naturalismo si pone sulla linea del Positivismo e sostiene che l'uomo è sempre condizionato dalle leggi della natura, dai bisogni materiali e dall'ambiente in cui vive. Come uno scienziato, anche il narratore dovrà partire dall'osservazione diretta e metodica della realtà al fine di indagare, attraverso una narrazione oggettiva, le cause e i meccanismi dei fenomeni. Gli scrittori a cui guardano i naturalisti sono Honoré de Balzac e Gustave Flaubert. Quest'ultimo è considerato il maestro di questo movimento per l'impersonalità della sua narrazione.
Il Simbolismo cerca invece di ricostruire un rapporto col mondo più profondo, grazie all'artista che indaga l'ignoto in diretto contatto con le zone nascoste e segrete dell'esistenza. In quest'ottica domina il soggettivismo dell'autore. Egli non descrive la realtà in modo dettagliato, bensì trasmette impressioni vaghe e indefinite, suggerendo emozioni e stati d'animo, focalizzandosi sull'intima essenza delle cose. A questo movimento appartiene, sebbene in una posizione del tutto autonoma, Charles Baudelaire, la cui poesia Corrispondenze viene considerata il manifesto del Simbolismo. Altri autori furono Paul Verlaine, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé.

Alla poetica di Flaubert si rifà Émile Zola, il maggiore esponente del Naturalismo. Nato a Parigi nel 1840 da un ufficiale dell'esercito ed ingegnere di origine veneziana, trascorse l'infanzia e la prima giovinezza a Aix-en-Provence, città del sud della Francia nella quale visse Paul Cézanne, con cui Zola strinse sin da giovane una sincera amicizia destinata a durare per trent'anni. Insieme corrono per la campagna, fanno delle escursioni sulla montagna Sainte-Victorie, più volte dipinta dal pittore, nuotano nei fiumi, si raccontano le loro fantasie amorose e condividono la passione per la poesia leggendo moltissimi libri, tra i quali quelli di Victor Hugo.
Perso il padre in giovane età, Zola rientrò con la madre a Parigi nel 1857, addolorato dal doversi separare dall'amico, col quale inizierà una fitta corrispondenza.
Un'altra amicizia fondamentale fu quella con lo scrittore Paul Alexis, conosciuto nel 1869, che divenne il suo biografo.

Paul Alexis legge un manoscritto a Zola - Paul Cézanne

Nel 1862 pubblicò alcuni racconti che risentivano ancora degli influssi romantici e nel 1867 uscì il suo primo romanzo importante, Thérèse Raquin, un'intensa storia d'amore e morte, narrata con acuta introspezione psicologica. Le pagine dei suoi romanzi, frutto di lunghe e pazienti ricerche, definiscono un ritratto disincantato della società francese sul finire dell'Ottocento, osservando minuziosamente la società attraverso tutte le classi, senza nascondere, tuttavia, un atteggiamento di simpatia politica per la lotta delle masse popolari. Egli è infatti un esempio di intellettuale democratico, pronto ad esporsi anche in prima linea, come accadrà con l'affare Dreyfus nel 1898, quando prese le difese di un ufficiale ebreo ingiustamente accusato per spionaggio dagli ambienti militari.

Zola fu molto importante anche come critico d'arte, diventando il cronista del Salon e difendendo il gruppo emergente degli impressionisti. Il più apprezzato del gruppo era Édouard Manet, il cui quadro Colazione sull'erba aveva suscitato un enorme scandalo.
Nei suoi articoli non mancano anche elogi a Claude Monet, Camille Pissarro, conosciuto tramite Cézanne, Gustave Courbet, Jean-Baptiste Camille Corot e Jean-François Millet.

Ritratto di Émile Zola - Édouard Manet

Tra le numerose opere spicca il ciclo dei Rougon-Macquart - Storia naturale e sociale di una famiglia sotto il Secondo Impero,  una serie di romanzi realizzati tra il 1871 e il 1893, incentrati sulla realtà sociale del tempo. L'autore descrive l'intera società francese, dai livelli più elevati a quelli popolari, smascherando anche ipocrisie e bassezze della borghesia. Appartenente a questo ciclo, L'ammazzatoio, datato 1877, è considerato il suo capolavoro. Ambientato in una delle strade più popolari di Parigi, è un romanzo operaio nel quale gli spazi e i luoghi contano tanto quanto i personaggi. Le azioni della protagonista, Gervase Macquart, sono infatti sempre calate perfettamente nei luoghi che abita o frequenta.
L'altro romanzo che ottenne grande successo fu Nanà, del 1880, che ha per tema quello della prostituzione focalizzandosi sul ritratto della ricca borghesia di fine Ottocento. La protagonista ottiene un grandioso successo a teatro, nonostante non sappia né cantare né recitare; ella possiede però altre doti, è infatti il simbolo della sessualità.
"Nanà, intanto, sentendo ridere gli spettatori s'era messa a ridere anche lei. Era divertente, però, quella bella ragazza; quando rideva, per nulla imbarazzata, confidenziale, entrando subito in comunicazione col pubblico, con l'aria di dire lei stessa strizzando l'occhio di non aver due soldi di talento, ma che importava, poiché aveva qualche cosa d'altro".
Ben presto smetterà di fare l'attrice per dedicarsi a sperperare il patrimonio di tutti i suoi amanti. La donna è incapace di amare ed è causa di suicidi e arresti, ma anche la sua storia non avrà lieto fine, ella morirà infatti sfigurata nella sua bellezza dal vaiolo.

Nanà - Édouard Manet

Il romanzo L'opera segnò la fine traumatica dell'amicizia con Cézanne, il quale fu offeso dall'opera di Zola. La vicenda narra infatti di un pittore che vede svanire tutti i suoi sogni e decide di togliersi la vita impiccandosi davanti a un immenso quadro dipinto en plein air. Cézanne trova in essa un chiaro riferimento alla sua persona, in quanto fragile e molto sensibile, così, profondamente deluso, ruppe ogni rapporto con lo scrittore.

La casa dell'impiccato a Auvers - Paul Cézanne

Uno degli ultimi romanzi del ciclo è La bestia umana, ambientato tra la stazione ferroviaria di Saint-Lazare di Parigi e quella di Le Havre. Il tema principale è quello della follia criminale e si presenta come un romanzo giallo o poliziesco, articolato su un doppio delitto. Il contesto è quello della ferrovia, dove tra il fumo delle locomotive e la descrizione dettagliata da parte dell'autore di ingranaggi e vagoni ferroviari, si consuma l'omicidio. In questo periodo la ferrovia era diventata l'immagine della modernità, l'espressione del nuovo, luogo affollato in cui si intrecciano i percorsi e i destini di numerose persone, fonte d'ispirazione per vari artisti come mostra il dipinto di Monet.

La stazione di Saint-Lazare - Claude Monet

Negli ultimi anni di vita Zola pubblicò LourdesRoma Parigi che costituirono il breve Ciclo delle Tre città.
Lo scrittore morì il 29 settembre 1902 soffocato nel sonno dalle esalazioni di una stufa, all'età di 62 anni, anche se non sono mancati i dubbi su un probabile assassinio ad opera dei nemici che si era procurato con l'affare Dreyfus. Dal 1908 riposa nel Pantheon di Parigi vicino ad Alexandre Dumas e Victor Hugo.