Paul Verlaine

Ritratto di Paul Verlaine - Gustave Courbet

Nato a Metz nel 1844, è stato un esponente del Simbolismo francese e del Decadentismo europeo.
Questi due movimenti artistici - letterari vengono spesso accomunati nel complesso panorama culturale di fine Ottocento.
Il Simbolismo nacque con la pubblicazione della poesia - manifesto Corrispondenze di Charles Baudelaire. Poeti come Arthur Rimbaud, Stéphane Mallarmé e, appunto, Verlaine, indagavano l'ignoto scrutando nell'intima essenza delle cose, riuscendo a scoprire realtà nascoste agli uomini comuni. Erano dunque rappresentanti privilegiati dell'umanità che allo stesso tempo, però, non venivano compresi finendo per incarnare la figura dei poeti maledetti.
È Rimbaud a parlare del poeta come un vero e proprio veggente capace di vedere oltre la realtà: "Io dico che bisogna esser veggente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente attraverso un lungo, immenso, ragionato disordine di tutti i sensi". Scompare dunque la figura romantica del poeta vate, della quale il massimo esempio fu Victor Hugo, sebbene in Italia viva ancora in Gabriele d'Annunzio, in quanto il veggente era un emarginato che rifiutava la società borghese adottando stili di vita e comportamenti scandalosi, ribelli. Al fine di comprendere l'abisso dell'ignoto, l'artista doveva infatti perseguire in prima persona lo sregolamento dei sensi, passando attraverso ogni forma d'amore, di eccesso, di sofferenza, di follia.
Verlaine fu determinante per il successo di questi poeti grazie alla pubblicazione, nel 1884, del saggio I poeti maledetti (Les poètes maudits), che raccoglie testi di Rimbaud, Mallarmé e Tristan Corbière. Si nota l'assenza di Baudelaire, considerato già un maestro, il precursore di questa nuova poesia capace di scrutare nella profondità dell'esistenza umana e nel senso misterioso e oscuro della natura.

Il bevitore d'assenzio - Édouard Manet - 1859

Il Decadentismo fu un movimento artistico - letterario sviluppatosi in Europa nell'ultimo ventennio dell'Ottocento proprio quando Verlaine pubblicò il sonetto Languore (Langueur) sulla rivista Le Chat Noir, "Il gatto nero". Qui il poeta parla infatti di "décadence", ossia decadenza. Il termine decadentismo ha un duplice significato: quello negativo, usato dalla critica in senso dispregiativo, riferito alla nuova generazione dei poeti maledetti che davano scandalo ponendosi in netto contrasto con la società borghese; e quello positivo, rivendicato in seguito dai poeti stessi, inteso come nuovo modo di pensare.
Nel complesso panorama culturale e letterario di fine Ottocento, il Decadentismo deriva da un momento di crisi, di decadenza appunto della società dovuto alla sfiducia nel Positivismo e nella scienza. Gli intellettuali e gli scrittori reagiscono in modo non omogeneo a questa crisi, condividendo alla base la consapevolezza di una loro distanza incolmabile dalla massa.

La prima raccolta di poesie di Verlaine è Poemi saturnini, datata 1866, dedicata a Saturno, caratterizzata dalla malinconia, dalla tristezza, dal presentimento di un destino travagliato. L'amore qui cantato è sofferenza e allo stesso tempo ricerca di protezione, sogno di dolcezza e serenità.

Decisivo per Verlaine fu l'incontro, nel 1871, con l'allora diciassettenne Arthur Rimbaud, del quale lo colpirono l'anarchismo ribelle e la potenza oscura dei suoi versi. Tra i due nacque una relazione amorosa passionale e tormentata, fatta di scandali pubblici e di eventi drammatici, come quando nel 1873 Verlaine, in preda alla gelosia e agli effetti dell'alcolismo, ferì con un colpo di pistola il giovane amante intenzionato a lasciarlo.

Questo dipinto di Henri Fantin-Latour intitolato Le coin de table, datato 1872 e conservato al Museo d'Orsay di Parigi, ci mostra un gruppo di poeti e scrittori riuniti intorno ad un tavolo al termine del pranzo. Tra loro si riconoscono, a sinistra, Verlaine e Rimbaud, quest'ultimo rivolto verso lo spettatore con sguardo provocatorio.

Proprio in questo periodo Verlaine compose la sua opera più rilevante Romanze senza parole, una raccolta di poesie che segna l'apice della propria maturazione artistica.
Gli elementi che caratterizzano i componimenti sono la musicalità del verso, l'indefinito e lo spleen baudelairiano. Il titolo spiega come le parole siano solo un pretesto: è alla loro musica che viene affidata ogni sorta di evocazione. La musica è dunque un elemento fondamentale nella sua poetica, così sensibile e profonda, malinconica, vicina alla pittura impressionista e alle note di un compositore come Claude Debussy.