Leonardo Bistolfi

Leonardo Bistolfi ritraeva nel volto il profilo terribile del Buonarroti: la testa, sproporzionata per la larga dimensione all'esile corpo quasi del tutto scarnato, aveva la fronte in rilevo martirizzata di rughe, gli occhi sereni e tribolati, il naso asimmetrico, la barba riccia. Anche le mani colossali, legnose, plastiche, mal si attagliavano sull'esile corpo del Maestro.

Questa è la bellissima descrizione, che appare come un ritratto pittorico, dello scultore Leonardo Bistolfi fatta da un artista che lo conosceva. Ne emergono le caratteristiche fisiche di Michelangelo Buonarroti, un genio al quale Bistolfi non assomigliava solamente per fattezze ma anche per sensibilità artistica.

Testimonianza ne è quello che si può considerare a tutti gli effetti il suo capolavoro, una scultura intitolata Il Sacrificio visibile in uno dei monumenti maggiormente significativi di Roma e del nostro paese, vale a dire il Vittoriano. Fra le moltissime opere che adornano il maestoso complesso, opera dell'architetto Giuseppe Sacconi, si può osservare in basso a destra rispetto alla statua equestre di Vittorio Emanuele II questa straordinaria poesia d'amore trasposta in marmo, capace di lasciare lo spettatore senza fiato per la morbidezza delle forme e la delicatezza del gesto.
Un soldato, che dal titolo della scultura capiamo aver perso la vita combattendo per la patria, ha desiderato e sognato sino agli ultimi istanti la libertà, la cui figura allegorica si china dolcemente su di lui per dargli un ultimo bacio. Emozionante, struggente, l'opera diviene l'emblema di quell'anelito alla libertà che pervade l'esistenza dell'uomo.

Uno dei temi fondamentali nella produzione di Bistolfi fu sicuramente quello della morte, ma allo stesso tempo del ricordo che diviene eterno. I monumenti funerari che realizzò non sono infatti solamente sepolcri commemorativi, bensì, riprendendo un tema caro a Ugo Foscolo, l'emblema stesso della grandezza delle anime che anche se non sono più presenti fisicamente vivranno per sempre grazie al loro esempio.
Da ricordare sono la tomba della famiglia Toscanini nel Cimitero Monumentale di Milano, che qui vediamo nella foto, dove riposa il celebre direttore d'orchestra, ed il Monumento a Giosuè Carducci a Bologna, concluso nell'anno 1928 e situato dinanzi alla casa del poeta.

Il capolavoro assoluto di Bistolfi, venuto a mancare nel 1933, rimane però quel bacio, presso l'Altare della Patria a Roma, sospeso eternamente nell'attimo prima dell'incontro tra le labbra, uno dei vertici nell'arte della scultura in epoca contemporanea che non ha nulla da invidiare ad Amore e Psiche di Antonio Canova.