Johann Heinrich Füssli

Nato in Svizzera nel 1741, fu pittore e letterato, scrittore d'arte, attivo dal 1764 in Inghilterra.
Determinante fu il lungo soggiorno a Roma dove poté studiare il suo maestro Michelangelo, in particolare gli affreschi della Cappella Sistina che considerava come sorgenti fondamentali del sublime, così vicini al proprio temperamento inquieto perché carichi di drammaticità e pathos.
Appassionato di letteratura, Füssli lesse William Shakespeare e Dante, ma anche la Bibbia e nella sua produzione predilesse sempre i temi del fantastico, con una particolare concentrazione al sogno, alle profondità dell'animo umano, cercando di svelare l'inconscio, ben un secolo prima delle teorie di Sigmund Freud.

"Una delle regioni meno esplorate dell’arte sono i sogni e ciò che possiamo chiamare la personificazione del sentimento: i Profeti, le Sibille, gli Antenati di Michelangelo sono tanti aspetti di un solo grande sentimento. Il sogno di Raffaello è la caratteristica rappresentazione di un sogno, il sogno di Michelangelo è un’ispirazione morale, un sentimento sublime".

Lasciata l'Italia nel 1779, fece ritorno nella città natale, Zurigo, dove nel 1780 dipinse il Giuramento dei tre confederati sul Rütli, su commissione di un importante cittadino svizzero. L'opera anticipa il capolavoro Il giuramento degli Orazi, datato 1784, del grande pittore francese Jacques-Louis David.

Nello stesso periodo, sopraffatto dalla grandezza di ciò che aveva osservato a Roma, le grandi opere del passato, da quell'eternità rappresentata in pittura e scolpita nella pietra, realizzò La disperazione dell'artista davanti alle rovine, un'opera grandiosa in cui medita sulla fragilità delle sorti umane e riesce ad avvicinarsi al sublime. Fu il filosofo tedesco Immanuel Kant a descrivere pienamente il concetto di sublime; cioè quella duplice sensazione di piacere e angoscia che proviamo al cospetto dell'infinito. L'uomo, sentendosi fragile, prova paura e smarrimento, però allo stesso tempo riesce a comprendere tutto ciò, o meglio, ad averne un'idea, e ciò lo fa sentire meglio, perché lo rende parte di esso. L'artista si tiene le mani sul capo, commosso dall'infinito ripetersi dell'esistenza, dalle meraviglie realizzate dall'uomo nelle epoche passate che ora sono state distrutte, cancellate, o forse, che non smetteranno mai di esistere.

Il dipinto che nel 1781 rese l'autore improvvisamente celebre è L'incubo, di cui realizzò ben sei versioni. Per realizzare l'opera Füssli attinse ad alcune leggende popolari secondo le quali l'incubo sarebbe una creatura sovrannaturale che vaga nella notte per turbare il sonno dei dormienti, facendo pressione sul loro petto per soffocarli. Nel quadro vediamo una donna abbandonata in un sonno profondo in una posizione innaturale, priva di coscienza; su di lei siede l'incubo raffigurato come uno gnomo dal corpo di scimmia e dalle orecchie di lupo. Sullo sfondo appare la testa di una giumenta, cioè l'animale su cui l'incubo cavalca di notte.