Lorenzo di Credi

Ritratto di Lorenzo di Credi - Pietro Perugino - 1488

Pittore fiorentino nato nel 1460 circa, Lorenzo di Credi fu «un giovanetto di bellissimo ingegno e d'ottimi costumi», scrive nelle Vite Giorgio Vasari, formatosi presso la prestigiosa bottega di Andrea del Verrocchio. Qui ebbe modo di conoscere alcuni giovani talenti quali Sandro Botticelli, Perugino, Domenico Ghirlandaio, Bartolomeo della Gatta e Leonardo da Vinci. Con quest'ultimo lavorò a stretto contatto, mentre con il Perugino fu legato da una profonda amicizia al punto di ritrarsi l'un l'altro. Non è chiaro però se il ritratto del Perugino custodito agli Uffizi sia effettivamente di Lorenzo in quanto diversi studiosi affermano si tratti di un'opera di Raffaello Sanzio eseguita come omaggio a colui che fu il suo maestro.

Ritratto del Perugino - Raffaello Sanzio o Lorenzo di Credi - 1504

All'interno della bottega lavorò ad una commissione ricevuta dal Verrocchio per il Duomo di Pistoia, vale a dire una sacra conversazione raffigurante la Madonna di Piazza, alla quale partecipò forse lo stesso Leonardo. L'opera è da attribuire integralmente a Lorenzo e al suo maestro, tuttavia altre ipotesi ritengono che la mano di Leonardo si possa trovare nella predella della tavola, oggi al Museo del Louvre di Parigi.

Si tratterebbe della Annunciazione, per la cui attribuzione gli storici dell'arte si dividono, essendo così simile all'omonima e celeberrima Annunciazione di Leonardo degli Uffizi, ma allo stesso tempo derivante da una pala di Lorenzo di Credi. Il critico aretino Vasari in questo caso non fornisce una spiegazione precisa e anzi non aiuta la comprensione affermando che lo stile di Lorenzo era «tanto simile a quello di Lionardo, che non si conosceva l'uno dall'altro».

Sebbene la paternità della piccola predella rimarrà un mistero, una possibile risposta si potrebbe ipotizzare osservando un elegante disegno di una testa femminile conservato al Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi, opera certa di Leonardo che tanto richiama nell'espressione e nella morbidezza dei lineamenti la Vergine dipinta per la base della Madonna di Piazza.

Il capolavoro di Lorenzo di Credi, secondo Vasari, sarebbe però un altro, ossia una Madonna col Bambino a cui dedicò generose parole di lode: «Ma la migliore opera che Lorenzo facesse mai, e quella in cui pose maggiore studio e diligenza per vincere se stesso, fu quella che è in Cestello a una capella dove in una tavola è la Nostra Donna, S. Giuliano e S. Niccolò; e chi vuol conoscere che il lavorare pulito a olio è necessario a volere che l'opere si conservino, veggia questa tavola lavorata con tanta pulitezza che non si può più».
Custodita al Louvre, l'opera era stata realizzata per la chiesa di Cestello in Firenze, conosciuta oggi come chiesa di Santa Maria Maddalena dei Pazzi. Al centro vediamo la Vergine in trono che tiene amorevolmente sulle gambe il piccolo Gesù benedicente, mentre ai lati, in pose che richiamano le armoniose composizioni del Perugino, vediamo San Giuliano raccolto in preghiera con le mani giunte e San Nicola assorto nella lettura.

Curioso il percorso di Lorenzo di Credi, artista dalle indiscusse capacità pittoriche che Vasari pone così vicino a quelle di Leonardo, scrivendo ancora: «Fu costui tanto finito e pulito ne' suoi lavori, che ogni altra pittura a comparazione delle sue parrà sempre abbozzata e mal netta». Il suo nome è stato spesso oscurato dai grandi del suo tempo, Botticelli e Leonardo su tutti, però il suo talento è destinato ad essere ricordato, soprattutto perché nell'epoca in cui visse era sicuramente paragonabile a quello dei suoi amici e compagni di formazione giovanile, basti pensare che il Verrocchio lo nominò erede di quella bottega nella quale nacquero i principali maestri della nostra storia dell'arte rinascimentale.