Alban Berg

Alban Berg è stato un compositore austriaco nato a Vienna nel 1885, allievo di Arnold Schönberg, quindi suo amico e collaboratore, formando insieme a lui e Anton Webern la cosiddetta Scuola di Vienna.
Fu proprio grazie a Berg e Webern che il linguaggio musicale della dodecafonia, ideato dal loro maestro Schönberg, divenne un elemento fondamentale della storia della musica novecentesca.
Il sistema dodecafonico è fondato sull'assenza di relazione e gerarchia tra i dodici suoni della scala cromatica e sul fatto che ognuno di essi può essere ripetuto solo dopo l'utilizzo degli altri undici, ovvero dopo l'esecuzione di una serie.

Berg e Schönberg

L'infanzia di Berg fu difficile e segnata da una forma di depressione che lo spinse, a seguito di un insuccesso scolastico, a tentare il suicidio a solo diciotto anni.
Si accostò alla musica da autodidatta, grazie soprattutto a Schönberg che lo accettò come allievo senza volere alcun compenso colpito dal suo talento. Si dedicò così esclusivamente alla composizione e all'insegnamento musicale.
Oltre a Schönberg, gli autori a cui Berg si ispirava furono quelli della tradizione "tardoromantica" come Johannes Brahms, Hugo Wolf e, soprattutto, Gustav Mahler, nei quali trovava rifugio il suo carattere pessimista. L'influsso tardoromantico è evidente, insieme a quello dell'impressionismo di Claude Debussy, nei suoi Lieder giovanili.
La produzione musicale di Berg rientra nella corrente dell'espressionismo, quindi nella ricerca di portare all'esasperazione la tonalità al fine di superarla. Gli espressionisti proposero infatti dei sistemi musicali definiti atonali che prendevano le distanze dalle leggi e dalle regole classiche. Per musica tonale si intende qualsiasi musica organizzata attorno ad un suono centrale, chiamato "tonica", a cui convergono tutti i legami e le tensioni musicali. La musica atonale è invece quella che non presenta più un centro tonale. Essa è legata alle avanguardie novecentesche ed è una musica sperimentale, lontana dalla tradizione, che può apparire meno bella all'ascolto e con minore armonia rispetto alla musica precedente, questo perché il suo scopo non è più l'intrattenimento del pubblico, bensì esprimere i sentimenti del nuovo secolo.

Uno dei capolavori della maturità di Berg fu l'opera lirica Wozzeck, divisa in tre atti ciascuno di cinque scene, dedicata ad Alma Mahler, moglie del grande compositore. La tematica tipica di Berg della solitudine e dell'angosciosa condizione esistenziale si incarna nell'opera in un disperato grido di protesta che ben riflette il dramma dello scrittore tedesco Georg Büchner, il cui titolo originale era Woyzeck. L'atonalità era adatta a ritrarre gli stati d'animo di personaggi solitari, come nel Pierrot di Schönberg, ma qui le maggiori persone presenti in scena implicavano un mondo condiviso, non semplice da rappresentare con un linguaggio che aveva abbandonato la struttura della tonalità. Il trionfo di Berg fu quello di creare un mondo in cui la reale assenza di valori condivisi diventasse qualcosa di comune a tutti i personaggi.
Berg vide la pièce di Büchner a Vienna nel 1914 e, profondamente colpito, capì che era il soggetto operistico che tanto stava aspettando. Si dedicò subito alla composizione, ma il lavoro fu molto duro e richiese ben otto anni. Completato nel 1922, venne rappresentato per la prima volta a Berlino nel 1925.
Tutti i personaggi sono incapaci di comunicare gli uni con gli altri. Marie, amante di Wozzeck, nonostante l'amore per lui e per il loro bambino, è affascinata dal virile Tamburmaggiore, il tenore nell'opera. Il protagonista, scoperta la verità sul tradimento, uccide la donna e, nel cercare di riprendere il coltello che aveva usato e poi gettato in un lago, finisce per affogare, lasciando l'innocente figlioletto solo al mondo.

Il secondo capolavoro teatrale di Berg fu Lulu, realizzato tra il 1925 e il 1935 e rimasto incompiuto, eseguito per la prima volta postumo nel 1937. Berg realizzò i primi due atti dei tre di cui è costituita l'opera. Dopo la morte dell'autore, Schönberg rifiutò di completare la strumentazione del terzo atto affermando che era una impresa troppo audace per lui.
L'opera è contro l'ipocrisia della società borghese, piena di pregiudizi, soprattutto nell'ambito sessuale. In Lulu il sesso è una forza primaria e dominante, tanto che la protagonista diviene la causa principali delle morti di tutte le persone con cui, nel bene o nel male, viene in contatto. È una femme fatale che non sarà però solo carnefice, ma anche vittima del proprio destino, uccisa nel finale da Jack lo squartatore.

L'ultimo lavoro di Berg fu il Concerto per violino e orchestra, datato proprio 1935, anno della sua morte. Il compositore era all'inizio indeciso se dedicarsi a un lavoro del genere, impegnato nella creazione dell'opera Lulu, ma quando venne a sapere della morte di Manon, la figlia diciottenne di Alma Schindler, vedova Mahler, e dell'architetto Walter Gropius, a cui era molto affezionato, si dedicò subito alla realizzazione, dedicando la composizione "Alla memoria di un angelo".
Si nota nella musica il grande legame con la tradizione, per esempio viene citato un corale di Bach, evidente in tutta la produzione di Berg, più che in quella di Schönberg o Webern. Lo struggente lirismo di questa meditazione sulla morte tende a una disperata volontà di comunicazione, ormai impossibile, facendo emergere un sentimento di nostalgia. Diversi studiosi hanno notato che invece di scrivere un concerto virtuosistico, Berg compose una specie di requiem senza parole.
Diviso in due movimenti, andante - allegretto e allegro - adagio, il primo esordisce con un ritratto di Manon, mostrando le caratteristiche della fanciulla, soprattutto la bellezza e la timidezza, suggerendo anche una personalità incline alla fantasticheria. Nella seconda parte del primo movimento la caratteristica principale è invece la giocosità, mentre la musica è sospesa tra il valzer viennese e la danza paesana.
Questo schema lento-veloce del primo movimento è invertito nel secondo. Il carattere dell'opera diviene triste, con la grazia e la leggerezza che lasciano posto al dolore. Ora il violino non è più la fanciulla bensì la guida dei familiari in lutto. La protesta e la preghiera sono le due componenti prevalenti di questa sezione.
Il lavoro è inoltre pieno di profondi significati nascosti. Per esempio la canzone popolare della Carinzia, regione dell'Austria meridionale tra i cui monti Berg amava trascorrere il tempo, che appare come un'intrusa nella raffigurazione di un angelo, è un riferimento alla relazione adolescenziale del musicista con una domestica della famiglia. Inoltre la partitura sembra celare la figura dell'amata Hanna Fuchs-Robettin, l'amore ideale di Berg, un altro angelo su cui piangere, portato via non dalla morte, ma dalle circostanze. La donna e il compositore erano entrambi sposati da molto tempo quando si incontrarono, in questo caso la morte può essere allora vista come un'amica che permetterà ai due di unirsi finalmente in una nuova esistenza.

"Non passa giorno, non un pomeriggio, non una notte ch'io non pensi a te; non una settimana che non sia improvvisamente inondato dal desiderio ardente che sommerge tutti i miei pensieri, sentimenti e desideri, Hanna: unico e solo eterno amore".