Giulio Cesare Procaccini

Nato a Bologna nel 1574 da una famiglia di pittori, Giulio Cesare Procaccini, trasferitosi giovanissimo a Milano, divenne uno dei principali esponenti della scuola barocca lombarda.
Interessato inizialmente alla scultura, si dedicò poi alla pittura, influenzato dall'arte di Giovan Battista Crespi detto il Cerano e più tardi dagli emiliani Correggio e Parmigianino.
La ripresa del Correggio è evidente nella dolcezza delle forme e nel profondo legame che unisce i personaggi raffigurati nello Sposalizio mistico di Santa Caterina, capolavoro custodito alla Pinacoteca di Brera. Il Bambino Gesù, in braccio alla Madre che lo sostiene con amore e tenerezza, porge l'anello alla santa, il cui sguardo pieno di gioia è assorto nel contemplare il gesto. Sullo sfondo a sinistra si intravede un anziano San Giuseppe in preghiera con le mani giunte.

Il definitivo successo sulla scena artistica lombarda fu segnato nel 1610 dalla realizzazione di alcuni dei Quadroni di San Carlo per il Duomo di Milano, tele esposte solitamente nei mesi di novembre e dicembre durante le celebrazioni in onore di San Carlo Borromeo. Procaccini, insieme al Cerano, fu autore dei dipinti più apprezzati dalla critica, in quello che è il ciclo pittorico più importante del barocco lombardo.

Oltre a Milano, Procaccini lavorò anche a Torino, per i principi di Casa Savoia, e a Genova, dove realizzò una tela straordinaria per la basilica della Santissima Annunziata, chiesa definita da Montesquieu come la più bella della città. È l'Ultima Cena, un'opera grandiosa chiaramente influenzata dal Cenacolo di Leonardo da Vinci, ben noto all'artista, che colpisce soprattutto per l'espressività dei gesti in linea con il nascente stile barocco.

La maggior parte degli sguardi sono rivolti verso Cristo, il quale ha appena pronunciato la frase con cui rivela il suo imminente tradimento: "In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà". Il momento è concitato; alcuni sembrano sorpresi e allo stesso tempo preoccupati, alzando le mani come a tirarsi indietro, altri appaiono attoniti e smarriti di fronte alla sconvolgente rivelazione. Il pittore si immagina così uno degli episodi più significativi e drammatici della vita di Gesù, soffermandosi con particolare attenzione alla rappresentazione dei moti dell'anima dei personaggi.

Sempre a Genova, nella basilica di Santa Maria Assunta di Carignano, altro scrigno di tesori della scultura e della pittura barocca, si può osservare la pala raffigurante la Madonna con il Bambino, San Giovannino e i Santi Francesco e Carlo, datata intorno al 1620 e caratterizzata da uno slancio verso l'alto, dalla propensione verso il cielo che, partendo dai putti in primo piano, i quali sembrano voler trattenere il piccolo Gesù per giocare insieme, giunge sino al gesto della mano della Vergine.

Appartiene con molta probabilità al periodo genovese anche il San Carlo in gloria, oggi alla Pinacoteca di Brera, un altro omaggio al cardinal Borromeo che per impostazione richiama la pala precedente, testimonianza di un autore diviso principalmente fra le città di Milano e Genova durante la sua prolifica carriera. Circondato e sostenuto da alcuni angeli, il santo ha lo sguardo rivolto al cielo verso cui ascende, in un trionfo di luce e colori.

In tarda età eseguì, insieme al Cerano e al Morazzone, un altro celebre dipinto conservato a Brera, vale a dire il Martirio delle sante Rufina e Seconda, meglio noto come Quadro delle tre mani, in quanto realizzato con gli altri due pittori, in una sorta di sfida che mette in evidenza le caratteristiche principali dei tre artisti più importanti sulla piazza milanese dell'epoca. Procaccini, noto per le sue figure dolci ed eleganti, dipinse Santa Rufina, nell'angolo in basso a destra, inginocchiata in attesa del suo martirio, confortata da un bellissimo angioletto che le posa la manina sul braccio. La pelle candida della santa risalta sullo sfondo scuro della tela da cui esce il suo carnefice, rapendo lo sguardo dello spettatore.
L'artista si spense a Milano poco dopo la conclusione di questo particolare dipinto divenuto il manifesto del barocco lombardo.


Note

Le foto dello Sposalizio mistico di Santa Caterina e del San Carlo in gloria sono state scattate durante la mia visita alla Pinacoteca nell'ottobre 2020; quella dell'Ultima Cena all'interno della basilica dell'Annunziata nel luglio 2021 a Genova, mentre quella della pala della basilica di Carignano nell'ottobre 2022.