Fryderyk Chopin


Fryderyk Chopin è stato uno dei più grandi autori della musica romantica: il “poeta del pianoforte”. A questo strumento consacra tutta la sua produzione musicale e dedica la breve esistenza.

“Qui, malato da morire, ha scritto una musica da paradiso e ad un solo strumento ha dato la voce dell'infinito”. George Sand

Nato il 22 febbraio 1810 a Żelazowa Wola, nei pressi di Varsavia, mostrò sin da piccolo di possedere un forte talento musicale.

Studiò nella capitale polacca, dove esordì come pianista nei salotti aristocratici.

Dal 1828 al 1830 si esibì tra Vienna e Varsavia e ottenne grande fama. Si stabilì poi a Parigi all’età di vent’anni circa. Il trasferimento fu una scelta molto sofferta per il giovane compositore che dovette lasciare la famiglia in Polonia. Venne accolto però calorosamente dall’élite culturale della città di Parigi, all’epoca centro della vita artistica europea. Chopin condusse una vita da virtuoso e da vero artista romantico, dedicandosi costantemente al pianoforte e componendo brani quando ispirato, esibendosi nei salotti privati dell’alta società, preferiti dal musicista ai grandi concerti pubblici che fece raramente.

"Io non sono adatto a dare concerti. La folla m'intimidisce; mi sento asfissiato dai suoi respiri precipitosi, paralizzato dagli sguardi curiosi, muto davanti ai volti sconosciuti. Ma tu, tu sei nato per questo, perché, quando non conquisti il tuo pubblico, hai il potere di soverchiarlo"... [A Franz Liszt]

Importanti furono gli incontri con Liszt, di cui divenne grande amico, Eugène Delacroix e Hector Berlioz. Quest’ultimo affermava: "Quando le sue sofferenze erano ancora tollerabili, Chopin si mostrava di una bonomia maliziosa che dava un irresistibile fascino ai suoi rapporti con gli amici. Nella conversazione portava quell'humour che fu la grazia principale e il carattere essenziale del suo raro talento".

Chopin ebbe per tutta la vita una salute debole e doveva soffrire molto, ma non lo faceva notare, era un uomo riservato, però ironico e molto affascinante, dotato di grande sensibilità, elegante nei modi e nel vestire. Scriveva di lui Liszt: "Mai il carattere di Chopin ha nascosto un solo movimento, un solo impulso dettato dal più delicato sentimento d'onore e dalla più nobile intesa degli effetti. Eppure, mai natura fu più atta a giustificare degli scatti, dei difetti, dei capricci e delle singolarità brusche. La sua immaginazione era ardente e i suoi sentimenti arrivavano sino alla violenza. La sua struttura fisica era debole e malaticcia. Chi più misurare le sofferenze scaturite da queste cose opposte? Devono esser state tremende, ma non ne diede mai spettacolo. Ne conservò il segreto, lo nascose a tutti gli sguardi sotto l'impenetrabile serenità di una fiera rassegnazione".

Motivi di sofferenza e preoccupazione per Chopin erano anche la famiglia e la patria, sotto attacco dei russi; questi sentimenti di malinconia e rabbia sono espressi nelle musiche e nelle lettere agli amici più cari. Fu infatti sempre legato alla musica polacca, di derivazione popolare, componendo celebri polacche, mazurche e prediligendo dunque il pezzo breve e di effetto per pianoforte solista; musica da salotto vellutata, dolce, priva di agganci letterari, ma che arrivava subito al cuore e celava immensi significati. 

"Le opere di Chopin sono cannoni sepolti sotto i fiori". Robert Schumann

All’attività di compositore affiancava quella di insegnate privato di pianoforte; le molte richieste gli permettevano di vivere.

Un capitolo sofferto e decisivo per la vita del timido Chopin, fu quello amoroso. Già da giovane, a causa del suo trasferimento a Parigi, dovette lasciare l'amata Costanza Gladkowska, bellissima cantante dagli occhi celesti, a cui prima di andare via per sempre da Varsavia donò un anello con brillante.

Nel 1835 si fidanzò con la contessa Maria Wodzińska la cui famiglia, inizialmente favorevole al loro matrimonio, si rivelò contraria. Questa delusione segnò ancora di più il suo carattere e influì sulla sua salute già cagionevole. Sempre nello stesso anno incontrò per l’ultima volta i suoi genitori. Nel viaggio di ritorno conobbe i compositori Felix Mendelssohn e Robert Schumann.

Da artista romantico era attratto dall'interiorità dell'uomo, dalla grandezza dei sentimenti e dagli abissi dell'anima; questo è ciò che esprime la sua musica.

"Bach è un astronomo che ha scoperto le stelle più belle. Beethoven si misura con l'universo. Io cerco solo di esprimere il cuore e l'anima dell'uomo".

In amore cercava una donna capace di riempire i suoi vuoti, quel cuore che non si conosce mai a fondo, quelle fragilità che teneva nascoste, preziose, da donare solo a chi era in grado di comprenderlo e travolgerlo emotivamente senza farlo soffrire.

"Oh, potessi io suonando cacciare il dolore che mi rode il cuore! Eppure la vita è fatta per il piacere e per l'Amore. Amore dolce come sogno, dolce come musica, triste e dolce e giocondo Amore!"...

Avrebbe incontrato a breve colei che divenne la donna della sua vita. Era una sera dell'anno 1838, a Parigi, durante un'esibizione in un salotto. Chopin si mise al pianoforte; tra il pubblico, ad ascoltare quei pezzi così intimi e forti, vi era lei, Aurore Dupin, scrittrice, nota al pubblico come George Sand.

"Tu sei per me la porta del Paradiso. Per te rinuncerei alla fama, al genio, ad ogni cosa"...

La donna, sensuale, affascinante, criticata per le numerose relazioni intrattenute con personaggi noti, aveva sei anni in più di lui e all'inizio, per il carattere così diverso, sembrava non interessare al riservato compositore, che pareva mostrare verso di lei una certa antipatia.

Poco più tardi, però, scriverà nel suo diario: "Che dicevano quegli occhi? Essa s'appoggiava al pianoforte e il suo sguardo di brace mi inondava, la mia anima aveva trovato il suo porto".

Chopin non trovò mai però la pace, la serenità interiore; il fuoco che divampa di passione per la donna fu lo stesso che in breve tempo lo avrebbe consumato e che ne minò la precaria salute e il fragile sistema nervoso. Scriveva la donna: "Chopin è così debole e timido da poter venir ferito persino dalla piega di una foglia di rosa".

Ritratto di Fryderyk Chopin - Eugène Delacroix - 1838

Ritratto di Fryderyk Chopin e George Sand - Eugène Delacroix - 1838

Durante la relazione con la scrittrice, Chopin compose i suoi brani più intensi e romantici, come i famosi Notturni.

I caratteri così diversi, la malattia e l'instabilità di lui che contrastava con l'esuberanza della scrittrice, le amicizie di lei con cui Chopin non si trovava e i numerosi litigi portarono alla rottura; la Sand lasciò Chopin dopo sette anni di convivenza. Il motivo decisivo fu una banale questione famigliare. La donna aveva già due figli che vissero insieme a lei e Chopin. Il musicista era molto affezionato a Solange, la figlia più piccola di George, considerata dalla madre al di sotto del fratello. Quando Chopin prese posizione sul matrimonio fallito della ragazza, George lo accusò di esserle nemico, di non capirla e andarle sempre contro con i suoi capricci.

Fu il grande amore infelice di Chopin che dopo la separazione e l'aggravarsi della malattia, cadde in una depressione dalla quale non si sarebbe più ripreso. Compose sempre meno, fino al totale silenzio. Una foto, l'unica conosciuta, del 1849, lo ritrae sofferente, emaciato.

Nell'ultimo periodo della sua vita fu assistito da una sua allieva scozzese, Jane Stirling, che insieme alla sorella lo convinse a trasferirsi in Inghilterra. Il rigido clima inglese e la vita mondana di Londra non aiutò tuttavia la salute e il morale dell'autore.

"Se questa Londra non fosse così nera, e la sua gente così pesante, se non ci fosse quest'odore di carbone e nemmeno questa nebbia, mi metterei persino a studiare l'inglese".

Rientrò a Parigi dove la salute si aggravò improvvisamente. Morì povero, pare che non conoscesse la parsimonia e sperperò tutti i suoi soldi; amava il bel mondo ed era molto generoso, spesso non si faceva pagare le lezioni di pianoforte che impartiva ed era solito mandare denaro ai concittadini polacchi che avevano bisogno.

Si spense a soli 39 anni nella notte del 17 ottobre 1849. Al suo fianco pochi intimi, la sorella e il pittore Eugène Delacroix. Le sue ultime parole furono: "Poiché la terra mi soffocherà, vi scongiuro di fare aprire il mio corpo perché non sia sepolto vivo".

Venne sepolto a Parigi dopo un solenne funerale; il suo cuore è conservato a Varsavia.

..."L'anima della musica è passata sul mondo". Robert Schumann