Terenzio

Publio Terenzio Afro è stato il maggiore commediografo romano insieme a Plauto, attivo a Roma tra il 166 a.C. e il 160 a.C.
Egli apparteneva al Circolo degli Scipioni, un gruppo politico costituito da personaggi della nobiltà romana. Introdusse nelle sue opere il concetto di humanitas, fondamentale per questo gruppo, vale a dire il rispetto per ogni altro essere umano: "Sono un uomo: nulla che sia umano mi è estraneo".
Il suo teatro, essendo più raffinato rispetto a quello di Plauto, allontanò il pubblico semplice; lo scopo dell'autore non era infatti quello di far ridere, ma di portare alla riflessione.
Un'altra sostanziale differenza col teatro plautino è che in Terenzio prevale il dialogo, nel quale viene messa in risalto la psicologia dei personaggi in modo che lo spettatore potesse identificarsi, mentre in Plauto prevale il monologo.
Sia Terenzio che Plauto traducevano i testi comici greci di autori attivi ad Atene un secolo prima, in particolare Menandro, molto influente nel teatro romano. Le loro produzioni richiamano quelle dell'autore greco per quanto riguarda la trama e gli intrecci che si creano; si trovano spesso infatti l'innamoramento contrastato, lo scambio di persona, il ritorno di una personaggio dopo molto tempo a risolvere la situazione, il lieto fine che culmina con il matrimonio.

Andria

Nel prologo l'autore si difende dalle accuse di plagio di due opere di Menandro. Terenzio fu infatti sempre criticato di contaminatio, ossia di intrecciare liberamente in un testo situazioni e brani di altri autori.
Il giovane Panfilo ama Glicerio, una ragazza giunta da Andro, isola dell'Egeo, che vive con una meretrice. Il padre di Panfilo, il vecchio Simone, ha però organizzato in segreto un matrimonio per suo figlio con Filomena, figlia di Cremete.
Quando Simone scopre della relazione tra Panfilo e Glicerio fa di tutto per dividerli, affrettando il matrimonio che ha organizzato, ormai inevitabile. A risolvere la situazione arriva però Critone, che afferma che Glicerio è la figlia di Cremete creduta morta in un naufragio. I due giovani innamorati possono così sposarsi a seguito dell'approvazione di Simone e Cremete.