Esiodo

Insieme a Omero è il più antico poeta greco conosciuto, il primo autore in assoluto che pronuncia il suo nome nei suoi scritti parlando in prima persona.

È infatti un episodio personale, una lite, anche giudiziaria, avuta con il fratello per l'eredità paterna, a dare avvio al poema Le opere e i giorni.

La sua poesia si focalizza sull'esperienza personale e sulla volontà di lasciare alcuni insegnamenti sui grandi temi della vita dell'uomo nei suoi rapporti con la religione e la morale.
Nessuno prima tra gli aedi, i cantori epici professionisti, era mai uscito dall'anonimato e a maggior ragione nessuno si era cimentato in un genere vicino a quello autobiografico. Fu questa la grande rivoluzione di Esiodo, il quale aprì la strada all'affermarsi dell'individualità del poeta, elemento che ebbe come conseguenza l'elevazione del suo ruolo all'interno della società e dell'importanza della poesia.

I due poemi di Esiodo che ci sono pervenuti completi sono la Teogonia e Le opere e i giorni. A questi si aggiunge il Catalogo delle donne, che abbiamo però in frammenti.

La Teogonia è la prima di queste opere, scritta in esametri, che si apre con un lungo proemio costituito da un inno alle Muse in cui compare il nome del poeta.

Le Muse una volta a Esiodo insegnarono il bel canto, mentre pascolava gli armenti sotto l'Elicona divino.

Viene infatti narrato di quando sul monte Elicona le Muse consegnarono all'autore il ramo d'alloro, istituendo con lui un rapporto di privilegio.
L'argomento è cosmogonico, ossia volto a fornire un'interpretazione dell'origine e della formazione dell'universo. A partire dal primordiale Caos vengono dunque narrate le vicende di Urano (il cielo) e Gea (la terra) e della loro discendenza, la stirpe dei Titani.
Concluso l'elenco ed il racconto della genealogia dei Titani ha inizio la guerra fra i Titani e gli dei dell'Olimpo, guidati da Zeus.
La lunga Titanomachia si conclude con il trionfo degli dei; Zeus è ormai il re incontrastato e impone il suo ordine al mondo. Vengono infine elencate le donne amate da Zeus e i loro figli, sino a quando nei versi conclusivi una nuova invocazione alle Muse sembra introdurre un altro racconto focalizzato sugli eroi generati dall'unione di una dea con un mortale.
È questo l'inizio del Catalogo delle donne, che evidentemente era collegato direttamente alla Teogonia, anzi ne era la prosecuzione.

Troviamo dei riferimenti alla Teogonia anche nel poema Le opere e i giorni, sempre scritto in esametri, che ci permettono di accertarne la cronologia.
Nel proemio si ha la consueta invocazione alle Muse, esortate a cantare Zeus il cui potere interviene sui destini umani. Il poeta si rivolge poi al fratello Perse che gli rubò parte dell'eredità paterna che gli spettava corrompendo i giudici. Esiodo dichiara allora l'esistenza di due forme di contesa, quella buona e quella cattiva, quest'ultima causa di litigi e discordie.
L'episodio della personale contesa permette all'autore di riflettere su quello che evidentemente considerava uno degli elementi più decisivi dell'agire umano.