Nastagio degli Onesti

Nastagio degli Onesti, amando una de' Traversari, spende le sue ricchezze senza essere amato; vassene pregato da' suoi a Chiassi; quivi vede cacciare a un cavaliere una giovane e ucciderla e divorarla da due cani; invita i parenti suoi e quella donna amata da lui a un desinare, la quale vede questa medesima giovane sbranare e temendo di simile avvenimento prende per marito Nastagio.

L'ottava novella della quinta giornata, illustrata splendidamente dal pittore prediletto di Lorenzo il Magnifico, vale a dire Sandro Botticelli, narra di un amore tormentato e di difficile realizzazione che raggiunge il lieto fine grazie all'ingegno del protagonista. La narratrice è Filomena. Lo sfondo del racconto è una Ravenna duecentesca dove Nastagio, nobile ereditario di ampie ricchezze, è profondamente innamorato di una giovane donna ancor più ricca di lui appartenente ad un'altra famiglia aristocratica di Ravenna, quella dei Traversari.
Al fine di conquistare le sue grazie, Nastagio si spende in feste continue dilapidando il suo patrimonio in regali, soffrendo profondamente per i continui rifiuti dell'amata. Sin dalle prime righe della novella l'autore mette in evidenza il carattere freddo ed insensibile della bellissima donna, che non ricambia l'amore, fiera della propria bellezza e nobiltà.
La condizione economica di Nastagio peggiora sempre più, arrivando addirittura a pensare al suicidio. Gli amici, preoccupati, lo convincono a lasciare Ravenna per cercare di dimenticare l'amata crudele, così il protagonista si trasferisce in campagna, presso una pineta non distante dalla città.
Un giorno si trova ad assistere ad una "caccia infernale", tipico elemento della letteratura e dell'immaginario medievale, nella quale una ragazza completamente nuda corre inseguita da un cavaliere che una volta raggiunta la uccide a coltellate con la sua spada facendo divorare il suo corpo da due cani.

La scena si ripete varie volte, allora Nastagio cerca di fermare lo scempio, ma il cavaliere gli spiega ciò che sta accadendo, presentandosi come Guido degli Anastagi. Anch'egli aveva un tempo amato perdutamente una donna, la stessa che ora insegue, ma poiché ella non aveva ricambiato il suo amore, si era tolto la vita.
Quando anche la ragazza morì, senza essersi mai pentita per il tormento inflitto all'innamorato, venne condannata con lui a quella orrenda caccia. Così ogni venerdì la donna avrebbe dovuto subire l'uccisione e successivamente la ricomposizione del proprio corpo, per tanti anni quanti erano stati i mesi del suo rifiuto.
Rassegnatosi al volere divino, Nastagio assiste nuovamente allo strazio, al termine del quale i due sono costretti a ricominciare la corsa.

Il protagonista decide di approfittare della situazione invitando l'amata, i suoi genitori e tutte e due le famiglie ad un banchetto che si svolgerà il venerdì successivo nello stesso luogo della pineta. Come previsto da Nastagio alla fine del pranzo si ripete la macabra scena ed il cavaliere spiega nuovamente la sua condanna dinanzi a tutti.

Nastagio ottiene così l'effetto sperato: per paura di quell'orribile sorte l'amata cambia atteggiamento e acconsente subito alle nozze, trasformando la sua freddezza in amore. La domenica seguente i due si sposano e da questa storia tutte le donne di Ravenna impararono ad essere più gentili nei confronti dei loro innamorati.