Masetto da Lamporecchio

Masetto da Lamporecchio si fa mutolo e diviene ortolano d'un monistero di donne, le quali tutte concorrono a giacersi con lui.

La prima novella della terza giornata ha per tema l'ingegno con cui il protagonista riesce a raggiungere un suo desiderio. Il narratore è Filostrato.
Masetto, astuto contadino, fingendosi muto si introduce in un monastero femminile dove tutte le suore, inclusa la badessa, fanno a gara per diventare le sue amanti. Le monache sono infatti incuriosite dal piacere di quello che avevano sentito dire essere "la cosa più dolce del mondo" e così approfittano di Masetto non potendo egli dirlo a nessuno.
Si tratta di una novella in cui l'autore, come in altri racconti, si veda per esempio La badessa e le brache nella nona giornata, guarda con ironia le figure religiose senza tuttavia condannare i loro desideri in quanto insiti nella natura umana e quindi impossibili da reprimere.
Nell'introduzione Boccaccio apostrofa infatti come sciocchi coloro che credono che una volta indossata la tonaca una donna smetta di essere tale, come se l'abito l'avesse fatta diventare di pietra. Si tratta di una visione certamente più laica del mondo, di un poeta che visse al crepuscolo del Medioevo e fu capace di anticipare gli ideali rinascimentali per i quali l'uomo è posto al centro dell'universo.
Un giorno Masetto incontrò un altro contadino originario di Lamporecchio, Nuto, il quale si era appena licenziato da un monastero dove lavorava l'orto ritenendo la paga troppo bassa e che le suore fossero indiavolate.
Masetto decise allora di prendere il posto di Nuto fingendosi sordomuto. All'inizio le monache si divertivano a prenderlo in giro credendo che non potesse sentire, ma pian piano iniziarono a fare pensieri maliziosi sul bel giovane.
Due suore in particolare si confessarono a vicenda di aver fantasticato sul contadino e si convinsero a soddisfare il loro piacere in quanto nessuno avrebbe potuto sapere nulla per bocca di Masetto.
Così lo portarono in un capanno dove erano custoditi gli strumenti per il giardinaggio e a turno ebbero un rapporto con lui per la felicità del protagonista.
Alcune monache videro la scena e inizialmente pensarono di avvisare la badessa, cambiando presto idea quando capirono di poter cogliere anch'esse l'occasione di provare quella nuova esperienza.
Persino la badessa ebbe lo stesso pensiero e, travolta dalla passione, portò Masetto nella sua stanza, tenendolo con lei per diversi giorni, generando il malcontento delle consorelle.
Alla fine Masetto, ormai sfinito dal dover soddisfare tutte le monache, decise di parlare con la badessa e chiederle di lasciarlo andare.
La donna fu scioccata nel sentirlo parlare, ma Masetto le raccontò che non era muto dalla nascita, bensì per un trauma che aveva vissuto. Allora la madre, per non farlo partire, rischiando che il buon nome del convento venisse disonorato per sempre, si accordò con le altre suore nel far credere in giro che le loro preghiere avevano fatto tornare la parola al giardiniere come per miracolo e assegnò al protagonista il ruolo di amministratore del convento dato che il precedente era da poco venuto a mancare.
Nel finale si scopre che Masetto divenne padre di molti figli, ma la situazione fu gestita dal monastero con assoluta discrezione.