Sette opere a Roma

Pietà vaticana - Michelangelo Buonarroti - Basilica di San Pietro

L’Amore di una Madre per suo figlio è il sentimento più alto e vicino a Dio, capace di dare vita, parte indissolubile di noi stessi. Michelangelo Buonarroti, poco più che ventenne, riuscì a scolpirlo per l’eternità, con infinita dolcezza e rara bellezza.

La Pietà, scultura conservata nella Basilica di San Pietro, rappresenta il momento della morte di Gesù, disteso sulle gambe della Madonna, e l’Amore della Madre di tutte le madri, la donna che Dio scelse per dare alla luce l’unico Figlio.

Dio è innamorato di Maria, tanto da lasciarla libera di scegliere se accettare quel bambino oppure rifiutare. Nell'Annunciazione, Maria, una ragazza giovanissima, poteva benissimo dire di no, non sentendosi in grado di fare parte di un così immenso mistero. In quel momento Dio era come ogni innamorato che si dichiara e non sa se il suo sentimento sarà corrisposto. Anche Dio credo abbia vissuto questa incertezza; Maria è stata la donna in grado di farlo sentire fragile.

Nell'opera il viso della Madonna è segnato dal dramma della perdita del figlio, però si nota la delicatezza dei lineamenti; è una ragazza giovane, come quando concepì Cristo. I critici d’arte del tempo non capivano il perché la Madonna sembrasse più giovane di suo figlio; il pittore rispose che la santità, la castità e l’assenza di peccato preservano la giovinezza e citò i versi di Dante del canto XXXIII del Paradiso:

“Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che 'l suo Fattore non disdegnò di farsi sua fattura”.

Il Poeta afferma che il Creatore dell’uomo decise di essere una sua creatura; Dio al cospetto della Madonna si fa dunque umile.

La nobiltà e la potenza della Madonna vengono scolpiti nella loro totalità da Michelangelo nella morbidezza delle forme, nella perfezione di un blocco di marmo da cui riuscì ad estrarre un Amore eterno attraverso lo sguardo dolcissimo della Madre per il Figlio e spiegare l’Infinito con un solo sospiro. L’opera è l’emblema della grandezza dell’arte. Affermò il pittore e storico dell’arte Giorgio Vasari:

“Non pensi mai, scultore né artefice raro, potere aggiungere di disegno né di grazia, né con fatica poter mai di finezza, pulitezza e di straforare il marmo tanto con arte, quanto Michelagnolo vi fece, perché si scorge in quella tutto il valore et il potere dell'arte”.


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