Marcel Proust

Nato a Parigi nel 1871, è stato uno dei più grandi scrittori dell'intera storia della letteratura, celebre per l'opera monumentale Alla ricerca del tempo perduto, pubblicata in sette volumi tra il 1913 e il 1927.
La sua importanza è legata alla potenza espressiva della sua originale scrittura e alle minuziose descrizioni dei processi interiori legati al ricordo e al sentimento umano.
Per comprendere la sua opera è utile analizzare la vita di questo artista il cui nome è entrato nel mito.
Proust trascorse quasi interamente la sua esistenza nella capitale francese, dapprima frequentando i salotti dell'alta società parigina, per poi dedicarsi completamente alla scrittura del suo capolavoro, lontano da ogni mondanità.
Nato da una famiglia dell'alta borghesia parigina, Marcel fu sin da bambino fragile di salute e molto sensibile d'animo. Questa sensibilità fuori dal comune la ereditò dalla madre, figura rilevante nella sua esistenza e nella sua produzione, con la quale instaurò un legame quasi morboso. Cresciuto tra le più tenere cure familiari, poté dedicarsi esclusivamente alla scrittura in quanto non era obbligato a lavorare per vivere. Oppresso sin da piccolo da problemi respiratori, a nove anni ebbe il primo grave attacco d'asma, disturbo che da quel momento non lo avrebbe più abbandonato.
Due anni dopo aver perso il padre, nel 1905 morì la madre, lasciando in lui un vuoto incolmabile che coincise nella ricerca di solitudine, allontanandosi così dall'ambiente dei nobili salotti a cui il prestigioso liceo frequentato lo avevano condotto. Dapprima circondatosi di un numero ristretto di amici, finì per isolarsi nella famosa camera interamente foderata di sughero per evitare ogni rumore esterno. Qui, assistito solamente dalla fidata domestica e dal marito di lei, dormendo la gran parte della giornata e lavorando tutta la notte, compose l'opera della sua vita.
"Possiamo conversare tutta una vita senza fare altro che ripetere indefinitamente il vuoto di un minuto, mentre il cammino del pensiero nel lavoro solitario della creazione artistica avviene nel senso della profondità, la sola direzione che non ci sia preclusa, in cui possiamo progredire, con più fatica, è vero, verso un risultato di verità".