La tempesta - Oskar Kokoschka

Oskar Kokoschka è stato un pittore austriaco appartenente alla corrente espressionista, una delle avanguardie storiche di inizio Novecento.
Gli espressionisti erano soliti, si pensi a Henri Matisse in Francia o a Ernst Ludwig Kirchner in Germania, manifestare con violenza sulla tela le loro emozioni più recondite, il proprio inconscio, in linea con le scoperte di Sigmund Freud, attraverso l'uso violento dei colori e la deformazione delle immagini.
Alla vigilia della Prima guerra mondiale Kokoschka diede vita al suo capolavoro, un vero e proprio inno all'amore e alla forza travolgente dei sensi: La sposa del vento, noto anche come "La tempesta". L'opera non rappresenta però solo una storia d'amore, bensì nasconde molteplici significati tra cui l'inquietudine per la situazione politica che stava vivendo l'Europa in quegli anni.
Da qui ne deriva il duplice titolo, con "La tempesta" che ben riflette la situazione del paese di nascita dell'artista, l'Austria, che proprio nell'anno in cui realizzò il dipinto, il 1914, dichiarò guerra alla Serbia. L'episodio decisivo fu l'assassinio a Sarajevo, capitale della Bosnia, di Francesco Ferdinando, erede al trono dell'Austria, compiuto pubblicamente da uno studente universitario il 28 giugno 1914. La Bosnia era da poco divenuta dell'Austria, ma la Serbia voleva a tutti i costi la Bosnia per una grande espansione e la sua perdita fu la goccia che fece traboccare il vaso, mettendo in risalto anche gli altri conflitti internazionali tra le varie potenze europee che avevano tutte ambizioni nazionaliste.
L'Italia optò inizialmente per una posizione di neutralità, tuttavia si costituirono due schieramenti opposti, uno a favore della neutralità e uno a favore dell'intervento. Tra i neutralisti vi erano molti liberali, come Giovanni Giolitti, ma anche i socialisti, guidati dal direttore del quotidiano "Avanti!", Benito Mussolini, che poi cambierà idea schierandosi tra gli interventisti; infine il papa e l'intero mondo cattolico. Una delle voci più influenti dell'interventismo fu invece quella del poeta Gabriele d'Annunzio, noto per i suo gesti clamorosi come il celebre volo su Vienna, nel quale lanciò migliaia di volantini tricolori contenenti una provocatoria esortazione alla resa e che al termine del conflitto guiderà un gruppo di volontari nell'Impresa di Fiume.