Taxi Driver

Capolavoro del regista Martin Scorsese datato 1976, Taxi Driver è un film che discende dal noir per trama e scelte stilistiche, ma che rappresenta pienamente la solitudine esistenziale dell'uomo dei nostri giorni e la sua alienazione all'interno di una società di cui non si sente parte, anzi dalla quale è escluso ed emarginato.
La narrazione, che avviene in prima persona come tipico del noir, racconta la triste parabola di Travis Bickle, interpretato da Robert De Niro, ventiseienne reduce dalla guerra nel Vietnam. Sensibile e profondamente solo, il protagonista è intento a scrivere il suo diario, mentre conduce un'esistenza monotona in preda all'insonnia, arrivando sino alla più nera follia, che si manifesta in lui con il progressivo affiorare della violenza, smarrito nelle tragiche visioni delle strade notturne e nella sua stessa vita, elemento, quest'ultimo, che avvicina il film alle tematiche del pensiero dell'esistenzialismo europeo.
La pellicola ha una struttura lineare, con il protagonista che, dopo aver trovato lavoro come tassista per colmare il vuoto delle lunghe notti bianche, si ritrova alla guida di un taxi mentre riflette sul senso dell'esistere, accompagnando gente di ogni tipo ed osservando una realtà oscura e alquanto spaventosa fra le malfamate vie di New York. All'alba, rientrato con il taxi, vaga a piedi non riuscendo a dormire, trascorrendo il tempo in alcuni squallidi cinema a luci rosse oppure nel suo appartamento, seduto davanti alla televisione. Non ha amici né familiari, ma nemmeno qualcuno con cui parlare se non alcuni suoi colleghi del turno di notte.
Il primo e decisivo incontro avviene mentre si imbatte in una bellissima ragazza di nome Betsy, quasi una figura angelicata e astratta nella caoticità della strada, che osserva in un ufficio dove lavora come impiegata per la campagna elettorale del senatore Charles Palantine, un candidato alle elezioni il cui fascino gli rende ancor più possibile promettere radicali cambiamenti.
La donna si accorge di Travis e inizialmente chiede ad un bizzarro collega, che la corteggia, di allontanarlo, tuttavia quando il tassista entra nell'ufficio per parlarle ella si mostra affascinata e curiosa di saperne di più, accettando di uscire per un caffè. Una sera Travis decide poi di portarla al cinema, ma i segni del suo malessere e della sua instabilità cominciano a manifestarsi quando porta la ragazza ad uno dei cinema pornografici dove è solito recarsi, ingenuamente convinto, perché abituato a vederli, che anche a lei possano piacere. La donna scappa, ma Travis, con insistenza, le telefona e poi si reca nel suo ufficio minacciandola perché fredda e insensibile nei suoi confronti, scagliandosi anche contro il collega.
Il tassista riprende il proprio lavoro e si disinteressa completamente della ragazza, tuttavia, tormentato dal mal di testa, una sensazione di follia continua ad aleggiare nel film e a perseguitarlo, specchio di uno stato d'animo sofferente e compromesso, impossibilitato a salvarsi da una vita senza scopo alla quale nessuno si interessa. A peggiorarne l'umore, una notte un uomo seduto sul suo taxi gli chiede di fermarsi sotto la finestra di una casa, mostrandogli il tradimento di sua moglie con un uomo di colore.
Quasi a un passo dal vuoto assoluto, Travis chiede aiuto ad un collega del turno notturno soprannominato "Mago", il quale, più anziano, non riesce a consigliargli nulla se non di svagarsi e trovarsi una donna, in un dialogo surreale nel quale emerge ancora di più quel nulla da cui il protagonista si sente afflitto e circondato.

Un nuovo incontro femminile, il secondo, sembra cambiare inaspettatamente la psicologia del protagonista, apparentemente sicuro di aver trovato uno scopo ben preciso, rivelandosi decisivo per la scioglimento della trama. Una sera, infatti, Travis si ritrova per caso sul proprio taxi una ragazzina di nome Iris che, approfittando di un fine corsa, si precipita spaventata sull'auto supplicandolo di fuggire. Travis, stupito, non riesce a partire a causa dell'arrivo del protettore della giovane prostituta, il quale paga il tassista perché vada via in silenzio. L'incontro, ennesima dimostrazione della malavita e della delinquenza della città, sembra toccare profondamente Travis, che finalmente si sente vivo nella sua intenzione di ritrovare la ragazza per portarla in salvo da quel mondo crudele.
Decide allora di procurarsi alcune armi da fuoco e di cominciare una vita più salutare, senza mangiare cibo cattivo ed allenandosi costantemente. L'intento di Travis è quello di ergersi a giustiziere di una società corrotta e ipocrita di cui Palantine, il candidato alle elezioni, ne diviene l'emblema nella sua mente. Celeberrima è la scena, improvvisata da De Niro, nella quale si esercita in casa con la pistola, davanti ad un manifesto del politico.

Incontrata nuovamente Iris, Travis decide di seguirla e di recarsi dal suo protettore, evidentemente un delinquente dai suoi modi di fare, che gli consente di vederla in una camera di bordello. Commovente è il tentativo di Travis, dopo aver rifiutato un rapporto con la ragazzina, di farle capire la vita che dovrebbe avere alla sua età, mostrandole invano la malvagità delle persone, a cominciare dal protettore, il quale le dichiara amore solamente per guadagnare soldi. Iris non è però intenzionata ad ascoltarlo, sostenendo la sincerità dell'affetto che l'uomo prova nei suoi riguardi.
Nuovamente deluso Travis, dopo essersi raso i capelli, si reca ad un comizio elettorale di Palantine intenzionato ad ucciderlo, ma nel momento in cui estrae la pistola è scoperto dalla sicurezza, riuscendo però a mettersi in salvo.
La stessa sera si reca ancora al bordello dove Iris si prostituisce, ferendo con un colpo di pistola il protettore che sostiene di non conoscere lui e nemmeno la ragazza, e uccidendo in seguito altri due malviventi che incontra sulle scale dell'edificio. Travis, ferito dal protettore nel frattempo rialzatosi, a conclusione di un'epica sparatoria cerca di togliersi la vita, accorgendosi di aver terminato le munizioni. Crollato sul divano, vicino alla giovane terrorizzata, il protagonista viene trovato dalla polizia mentre con le dita della mano finge di spararsi alla testa.
La narrazione è successivamente affidata al padre di Iris, la cui voce legge una lettera di ringraziamento per Travis, dichiarando di avergli restituito la figlia perduta e scappata di casa. Celebrato dai giornali come un eroe, del protagonista, in via di guarigione, non vediamo più il volto se non in un'enigmatica scena finale nel quale è alla guida del suo taxi. Improvvisamente, dallo specchietto retrovisore, si scorge lo sguardo di Betsy, che ora guarda diversamente il tassista, con gli occhi innamorati del primo incontro, quando ne era affascinata. È la rivincita di Travis, che si è ormai lasciato alle spalle quella brutta storia, riuscendo a dimenticare Betsy, adesso attratta da colui che è ritenuto un eroe.
Una volta accompagnata a casa, Travis le offre la corsa. Si tratta molto probabilmente di un sogno, perché la realtà non fa altro che nascondere dietro i titoli dei quotidiani il vero dramma di Travis, un reduce di guerra segnato per sempre dall'orrore che ha visto e continua a vedere intorno a sé, fra l'indifferenza generale di una società che esclude gli ultimi, in un mondo nel quale la follia si trova ovunque, fatta eccezione, forse, che nel profondo della sua anima.


Bibliografia

  • Il film noir americano - Leonardo Gandini - Lindau
  • Filosofia del film - Enrico Terrone -  Carocci editore

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