Strade perdute

Dick Laurent è morto


Enigmatico e surreale, incentrato sull'analisi dell'inconscio e della psiche umana a scapito della linearità di narrazione, Strade perdute è un film coinvolgente e straordinario del regista David Lynch, uscito nel 1997, a una decina d'anni di distanza dal capolavoro Blue Velvet.
La vicenda è incentrata sul confondersi dell'esistenza del protagonista, Fred Madison, interpretato da Bill Pullman, con quella di un altro uomo con il quale apparentemente non ha nulla a che fare. A mano a mano la vita di Fred andrà a sovrapporsi, sino a coincidere, con quella di Peter Dayton, una sorta di alter ego le cui allusioni e problematiche psicologiche arrivano ad assomigliarsi e a confondersi in uno sdoppiamento della personalità e della figura del protagonista finalizzato a rendere universale il dramma vissuto dai due personaggi, che sembra ripetersi all'infinito in una sorta di eterno ritorno nietzschiano. Anche la stessa donna amata, interpretata da Patricia Arquette, vera e propria femme fatale, è la stessa per i due protagonisti, in un fortunato meccanismo di sceneggiatura che discende evidentemente dal noir per tematiche e trama investigativa, in cui è forte la componente onirica, infine per il coinvolgimento in prima persona del protagonista. Lo stesso elemento della strada, presente già nel titolo e ricorrente nel noir, sottolinea il legame di questa pellicola post-noir con la tradizione precedente, mettendone tuttavia in risalto molteplici differenze. Se nel noir il detective privato, pur conducendo una vita non ordinaria ed inquieta, si ergeva a modello a cui ispirarsi perché affascinante nei modi e insaziabile latin lover, nel neo-noir i personaggi principali divengono al contrario l'immagine del dramma contemporaneo dell'esistere, uomini che hanno perso, appunto, la loro strada, basti pensare a Robert De Niro in Taxi Driver (1976), film unico e isolato nel suo decennio.
Un caso ancor più vicino potrebbe essere il noir a basso costo Detour (1945), dove la tematica della strada, anche qui centrale sin dal titolo, indica il perdersi del protagonista in una continuità temporale ciclica nella quale il minaccioso destino non può che presentarsi puntualmente e inesorabilmente.
Attraverso l'elemento parodistico del noir, i registi dei film post-noir raccontano, come in L'uomo che non c'era (2001), il fallimento dei loro personaggi, afflitti da un'angoscia esistenziale e da una solitudine dalla quale non riescono a fuggire. Il rischio di fallimento in Lynch, presente anche in Blue Velvet ma con esito positivo, se supponiamo che il tutto sia reale e non solamente un'illusione come in Mulholland Drive (2001) - altro titolo che si collega al topos della strada - trova in Strade perdute un esito amaro a causa della gelosia di Fred e la sua diffidenza nei riguardi dell'amata, con la quale sta attraversando un momento estremamente difficile, caratterizzato da un'unione coniugale ormai spenta. Allo stesso modo anche il destino di Peter, che tradisce la fidanzata perché infatuatosi di una spietata "dark lady", finirà tragicamente, ma non con la morte o altre conseguenze definitive, bensì con un continuo ripetersi del dramma vissuto dai due personaggi, il cui sdoppiamento della personalità permette di spiegare, attraverso la sequenza d'inizio e quella conclusiva, che il ripetersi dei medesimi sbagli e degli stessi incubi è, drammaticamente, infinito. Se nella scena d'esordio è infatti Fred ad ascoltare al citofono l'inquietante notizia che una voce gli rivela, vale a dire che "Dick Laurent è morto", alla fine sarà lui stesso a comunicarla al citofono, come se il rettilineo della strada della vita altro non fosse che un'allusione al tempo ciclico che continua a ripetersi, in una tragedia inaccettabile per la mente umana.

Una volta udito al citofono il messaggio, Fred, un sassofonista jazz di Los Angeles, si reca alla finestra della propria abitazione per vedere chi abbia parlato, ma non vede nessuno. Una mattina sua moglie Renée trova fuori dalla porta un pacco contenente una videocassetta che i due decidono di guardare al televisore, sospettando si tratti di una pubblicità quando vedono che l'inquadratura mostra l'esterno della loro villa. Man mano, però, nei giorni seguenti, altre videocassette spostano la ripresa sino all'interno, e quando marito e moglie si vedono ripresi mentre dormono, decidono di rivolgersi alla polizia preoccupati di essere spiati da qualcuno, ma i due agenti recatesi sul posto non riescono a spiegarsi l'accaduto.
Fred e la moglie si recano poi ad una festa, invitati da un uomo, Andy, che il protagonista sospetta essere l'amante di Renée, quando all'improvviso Fred si imbatte nella strana figura di un "Uomo misterioso" dal volto pallidissimo e inquietante, già comparso in uno dei suoi incubi notturni. L'uomo enigmatico sostiene di trovarsi a casa di Fred nell'istante esatto in cui stanno parlando e, data l'incredulità del protagonista, gli chiede di chiamare il suo numero. Quando dall'altra parte risponde la stessa voce, Fred chiede quale sia il trucco, ma l'Uomo misterioso dichiara: "non è mia abitudine andare dove non sono stato invitato".
Prima di fare ritorno, spaventato, nella propria abitazione, Fred chiede informazioni su quell'uomo, venendo a sapere che si tratta di un amico di Dick Laurent. A seguito di un litigio in macchina con la moglie, Fred si assicura che in casa non vi sia nessuno, ma quella frase pronunciata alla festa dall'inquietante personaggio rivela che vi è una presenza ormai più grande ad essersi impossessata del protagonista. Sembra infatti che la gelosia e il desiderio di vendetta nei riguardi della moglie abbiano generato in lui quella visione malvagia, allusione alla forza del male.

È ormai lo sguardo del male a vegliare sulla vita di Fred, che in un'ultima videocassetta scopre di aver ucciso brutalmente la moglie, ritrovandosi, una volta svegliatosi, al cospetto di un agente di polizia che lo condanna a morte.
A seguito della notte trascorsa in carcere, fra emicranie insopportabili e spaventose allucinazioni, accade qualcosa di incredibile e inspiegabile. Al mattino, infatti, una guardia nota che nella sua cella si trova un'altra persona, Peter Dayton, un ragazzo che ha dei precedenti ma che ora vive con i genitori e che quindi i commissari di polizia non hanno ragione di trattenere. Tornato a casa accompagnato dai genitori, Peter è comunque seguito e osservato a distanza da due poliziotti. Di professione meccanico, il giovane è fidanzato e si dimostra eccellente nel proprio lavoro, riconoscendo solo con l'udito i problemi delle automobili, proprio come Fred aveva "orecchio" per la musica.
Un giorno, in officina, giunge il signor Eddy, scortato da due uomini, personaggio singolare che mostra una certa confidenza con Peter, dichiarando di fidarsi solo di lui per riparare la sua macchina. Si capisce tuttavia che si tratta di un malfattore, probabilmente un mafioso, riconosciuto dai due agenti come Dick Laurent.
Un altro elemento che ci porta man mano a capire che la vita di Peter potrebbe essere quella di Fred precedente al matrimonio, oppure quella da lui sognata, è quando in officina il giovane meccanico, impegnato a riparare un motore, deve interrompere la propria mansione perché distratto dal suono di una tromba alla radio, che sembra non riuscire a tollerare.
Il signor Eddy torna da Peter a bordo di una Cadillac, ma questa volta in compagnia di una bellissima donna dai lunghi capelli biondi che lascia senza fiato il ragazzo, quasi incredulo nel vederla tornare da lui la sera stessa. La ragazza, di nome Alice, chiede a Peter, inizialmente titubante, di uscire a cena con lei e i due finiscono a letto insieme.
Travolto dalla passione, Peter è da questo momento in pericolo in quanto il signor Eddy, che sospetta di loro, ha particolarmente a cuore la donna e ha dichiarato di essere disposto a uccidere per averla.
Intanto altre allucinazioni colpiscono la mente del giovane, ma i genitori, consapevoli di quanto è accaduto al figlio nel passato, preferiscono non dirgli nulla per proteggerlo.
I due amanti continuano a vedersi, sino a quando una sera Alice scoppia in lacrime, certa che Eddy ucciderà entrambi. Mentre escogitano un piano per la fuga e la donna racconta il proprio tragico destino che le ha fatto incontrare il signor Eddy, Peter comincia a mostrare i segni di una profonda gelosia nei suoi riguardi, chiedendole come mai sia finita in quel giro di corruzione e se davvero quella malavita di cui è parte, in fondo, non le piaccia, sospettandola una complice del gangster.
Per la fuga Alice dichiara di volersi servire di un uomo, Andy, solito portare con sé molti contanti, nonché ricco proprietario di molti oggetti di valore. Vendendo i beni rubati ad un ricettatore, saranno liberi di lasciare la città.
Intanto la vera fidanzata di Peter insorge in tutta la sua rabbia contro il ragazzo, il quale riceve una telefonata intimidatoria da parte del signor Eddy, in compagnia dell'Uomo misterioso. Questi ricorda a Peter di averlo già incontrato a casa sua.
Recatosi in autobus, su consiglio dell'amante, presso la villa di Andy, Peter si ritrova davanti a delle immagini di un video pornografico in cui Alice è protagonista. Udendo sopraggiungere Andy, il ragazzo lo colpisce e finisce involontariamente per ucciderlo. Quando poi parla al plurale dell'omicidio appena commesso, la donna rivendica il fatto che sia stato lui solo ad ucciderlo e Peter, turbato, viene colpito da una fotografia in cui vede Alice a fianco di Renée, che altro non è che la stessa donna ma con i capelli mori. Capiamo allora con certezza che Peter è legato a Fred, di cui in qualche modo rappresenta l'inconscio represso nonché i suoi desideri irrealizzati, se si considerano la sua volontà di uccidere Andy e la speranza di avere ancora un legame emotivamente e sessualmente intenso con la moglie. Nel frattempo, sullo sfondo del primo piano di Peter, continuano a scorrere le immagine del filmino di Alice.
I due fuggitivi si recano nel deserto per incontrare il ricettatore, ma non trovandolo cominciano un intenso rapporto d'amore davanti alla macchina coi fari accesi, quando improvvisamente, ad alzarsi vediamo Fred e non più Peter, apparso quasi morire nel momento in cui la donna gli ha dichiarato con freddezza che non potrà mai averla.
Fred, come destato dall'angoscia del tradimento e dall'incapacità di trattenere la moglie, si imbatte nell'Uomo misterioso, il quale, filmando con una telecamera, dichiara che Renée e Alice sono la stessa persona.

L'inquadratura ripresa dalla videocamera dell'Uomo misterioso ci mostra Fred che rapisce il signor Eddy, non altri che Dick Laurent, per portarlo in mezzo al deserto ed ucciderlo dopo averlo trovato a letto con Renée. Laurent riesce a reagire ed è solamente l'intervento dell'Uomo misterioso, il quale porge nella mano di Fred un coltello, a permettergli di colpire alla gola il malvivente. Prima di sparare con una pistola, l'Uomo misterioso mostra ad Eddy, attraverso una telecamera, tutti i filmini orgiastici che ha girato servendosi di alcune prostitute, come se l'occhio del male fosse lì, anche in quei momenti, a riprendere le immagini, come se l'Uomo misterioso fosse lo sguardo dell'odio, una forza oscura e costantemente presente in chi, come lo stesso Fred, ne è stato accecato e ormai ne è alle dipendenze. Per tale motivo l'Uomo misterioso, dopo aver sparato a Laurent, gli sussurra qualcosa all'orecchio, come a dirigerne le future azioni.
Nel finale i due agenti di polizia, recatosi alla villa di Andy, riconoscono la moglie di Fred nella foto e trovano le impronte digitali di Peter, constatando che tutto quanto è accaduto non può essere il frutto di una semplice coincidenza.
Prima dell'inseguimento stradale che conclude la pellicola, riportando lo spettatore alla sequenza iniziale di una strada infinita che si perde nell'oscurità, Fred si reca a casa sua per pronunciare al citofono una frase: "Dick Laurent è morto"...


Bibliografia

  • Il film noir americano - Leonardo Gandini - Lindau
  • Filosofia del film - Enrico Terrone - Carocci editore

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