Domani sarà migliore

Due anime incomprese in vita che diventano con il passare del tempo gli autori più classici e celebri nell'arte e nella poesia; due esistenze unite dalla sofferenza, dall'essere emarginati, ma così vicine nelle speranze, nelle illusioni, in quella impossibilità di non vivere la vita fino in fondo, emozionandosi e innamorandosi sempre, con tutto il cuore.

Sono le anime di Vincent Van Gogh e Giacomo Leopardi, due ragazzi alla ricerca della propria strada, di un futuro nel quale poter dimostrare qualcosa, senza nascondere le paure e le difficoltà e proprio per questo così vicine a noi, capaci di venirci in aiuto nei momenti difficili. Perché nelle loro opere parlano proprio di loro stessi, senza fingere; Vincent dipingendo le inquietudini più intime attraverso il colore e Giacomo affidando la malinconia alle sue poesie.

Così, tra solitudini di campi infiniti e cieli notturni, i loro sentimenti e i loro valori arrivano ad ognuno di noi capace di ascoltarli senza aver timore di scrutare nell'essenza più profonda della vita.

Cosa sono io agli occhi della gran parte della gente? Una nullità, un uomo mediocre, un individuo sgradevole. Qualcuno che non ha e che non potrà mai avere una posizione sociale, in breve, l’ultimo degli ultimi.

Ebbene, anche se tutto questo fosse vero, vorrei che un giorno le mie opere rivelassero ciò che quest’uomo mediocre, questa nullità ha nel cuore.

Con queste righe comincia l’avventura pittorica di Vincent, vissuta come una missione, una vera e propria vocazione da perseguire con tutte le proprie energie e speranze, con la grandezza della sensibilità e il coraggio della tenerezza.
Fu grazie all'amato fratello Theo che Vincent prese in mano il pennello per la prima volta; Theo credeva realmente in lui e ora non poteva deluderlo, insieme avrebbero superato ogni ostacolo e dentro sentiva una forza, una determinazione, mai provata prima. Ogni volta invece che cercava di essere come lo volevano i genitori prontamente li deludeva perché non era lui il vero Vincent tanto desiderato, il primo figlio che nacque morto prima di lui. Vincent crebbe con questo peso di dover dimostrare di essere quello che non era, doveva essere perfetto come apparentemente sarebbe stato l'altro e per questo si sentiva non voluto, non all'altezza.

Vincent e Theo Van Gogh

Voglio che la gente dica delle mie opere: “sente profondamente, sente con tenerezza”.